Proteste
Spiagge a rischio frana, ecco la mappa
Ordinanza del Comune di Capoliveri: i tratti pericolosi saranno recintati per la sicurezza dei bagnanti e saranno montati cartelloni di pericolo
CAPOLIVERI. «La messa in sicurezza di tutta la costa è un intervento costoso, lungo e di difficile esecuzione. Il Comune si è mosso nella direzione giusta individuando le aree più a rischio, segnalando il pericolo e naturalmente continuando a programmare possibili interventi e monitorare le situazioni più critiche». A parlare è Mario Menno, il geologo elbano che ha condotto un’analisi approfondita sulla costa nel comune di Capoliveri, mettendo ai raggi x alcune delle spiagge più frequentate del territorio. Territorio che, per inciso, conta la superficie di spiagge più estesa tra tutti i comuni elbani.
La costa si sbriciola. Frane, caduta di massi e, di conseguenza, problemi per la della sicurezza per i bagnanti. Sono sei le spiagge che sono oggetto dell’ordinanza del Comune di Capoliveri: si tratta di Lido, Barabarca, Madonna delle Grazie, Calanchiole, Naregno e Peducelli. L’idea del Comune è chiara: nei tratti a rischio frana, saranno sistemati a breve cartelloni di pericolo. Le zone saranno delimitate con nastro rosso e bianco per impedire l’accesso ai bagnanti. L’intervento, ha spiegato Barbetti, è necessario per garantire la fruizione delle spiagge nella massima sicurezza per residenti e turisti.
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Spiagge ai raggi x. È stata l’indagine geologica di Mario Menno a chiarire quali fossero le zone più a rischio nel versante capoliverese. Il geologo ha suddiviso i tratti delle spiagge a rischio frana sulla base di diversi gradi (da 1 a 3) di affollamento estivo, di pericolosità e per caratteristiche morfologiche. Il tratto ovest della spiaggia di Lido è risultato il più pericoloso (3 di affollamento e 3 di pericolosità), così come le Calanchiole. Meno affollate, ma allo stesso modo pericolose Naregno Nord e Peducelli (1 di affollamento e 3 di pericolosità).
Lo studio. «Le spiagge sono soggette ad arretramento diffuso – spiega il geologo Menno – Questa è una prerogativa tipica e naturale delle falesie che sotto gli agenti erosivi arretrano e si alterano. Molte situazioni sono state causate dagli scavi per la costruzione dei bunker nel secondo conflitto mondiale, spesso costruiti con esplosivi e senza l’ausilio di sostegni all’esterno per camuffarsi con le rocce circostanti. Non tutte le spiagge presenti nell’ordinanza hanno lo stesso grado di criticità ed alcune di queste, come ad esempio la spiaggia dei Peducelli, presentano gradi di affollamento minore e quindi di esposizione al rischio bassa».
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Ogni spiaggia presenta tipologie litologiche diverse, altezze della falesia variabili e in alcuni casi gli interventi risultano di difficile attuazione per l’ accessibilità o l’estensione dei corpi in frana. «Aspetto molto importante è l’impatto paesaggistico che alcuni interventi di messa in sicurezza potrebbero avere sul territorio in quanto verrebbero utilizzate reti metalliche, tiranti, tappeti in polipropilene che per anni rimarrebbero ben visibili prima di essere ricoperti dalla vegetazione e mascherati dall’azione del tempo – spiega Menno – a questo l’amministrazione ha pensato e si è mossa nella direzione giusta, individuando le aree più a rischio, segnalando il pericolo e naturalmente continuando a programmare possibili interventi e monitorare le situazioni più critiche».
Nello studio condotto sono stati messi in evidenza per ogni spiaggia il grado di pericolosità, la fattibilità dell’intervento e l’esposizione al rischio in base al grado di affollamento. «Naturalmente le spiagge esposte a sud – conclude il geologo Mario Menno – risultano essere più a rischio sia per l’irraggiamento solare che per l’esposizione alle mareggiate provenienti da sud e sud ovest che aumentano l’erosione al piede della falesia».
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