Gioco
Dai fanghi da depurazione al compost, la sfida vinta da Esa
La società dei rifiuti sta distribuendo il primo lotto di "Terra di Buraccio" ottenuto dalla lavorazione degli scarti dei depuratori
PORTOFERRAIO. Promosso a pieni voti il primo esperimento proposto dalla Provincia e portato a termine dall’Esa (Elbana Servizi ambientali) alla fabbrica del Buraccio. Parliamo di compost di qualità, ottenuto dal trattamento da una parte di fanghi derivati dalla depurazione civile miscelato con truciolato di legno (ramaglie e cippate).
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Il risultato ottenuto è andato oltre le più rosee previsioni e difatti proprio in questi giorni le balle di terriccio che hanno superato i test di controllo sono in distribuzione alle aziende agricole dell’Isola che ne avevano fatto specifica richiesta. «Si tratta del terzo lotto di ‘Terra del Buraccio’ – dice il presidente di Esa, Idilio Pisani – che stiamo offrendo alle imprese locali come fertilizzante per i loro poderi e le loro colture. Per specificare meglio si tratterebbe della quarta distribuzione se si considera la prima che abbiamo dato gratuitamente per sondare le reazioni al nostro prodotto. Comunque è il primo lotto in senso assoluto che abbiamo ottenuto rielaborando e purificando i fanghi civili miscelandoli con il legno secco».
I fanghi di depurazione provengono dalle acque reflue urbane ed extraurbane. Vengono rimossi negli impianti di depurazione, durante i vari trattamenti depurativi necessari a rendere le acque chiarificate compatibili con la loro reimmissione in natura senza creare alterazioni all’ecosistema del terreno superficiale destinato ad accoglierli.
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Il sistema punta al miglioramento del trattamento, recupero e riutiluzzo dei rifiuti nella fabbrica del Buraccio. «Grazie all’utilizzo integrato di tre distinti corridoi al Buraccio – aggiunge ancora Idilio Pisani – possiamo produrre un fertilizzante di alta qualità che viene messo a disposizione della nostra agricoltura e delle coltivazioni dei nostri territori». Un perfetto circuito virtuoso dei rifiuti domestici che nasce, si sviluppa e si riutilizza sempre e unicamente sull’Isola. «E stiamo adesso studiando – conclude il presidente di Esa - la possibilità di servirci, al posto delle ramaglie, i cumuli spiaggiati di posidonia, contribuendo così a risolvere l’annoso problema dello spiaggiamento delle alghe».
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