Attenzione
Rally, zone proibite e più responsabilità
Stefano Bizzarri, esperto pilota: «Forze dell’ordine ovunque? Impossibile»
PORTOFERRAIO. «Se ci sono le strisce delimitatrici e il pubblico non le rispetta cosa si deve fare? Niente».
«Ci vorrebbero le forze dell’ordine costantemente schierate lungo il percorso, ma non è possibile perché nell’arco di una giornata hanno anche altro a cui pensare. Credo che ci vorrebbe più responsabilità da parte degli spettatori».
«Poi è chiaro che oggigiorno, nell’organizzare manifestazioni di questo tipo, ci sono sempre meno soldi e il personale di sicurezza ingaggiato, per quanto preparato, non può essere in quantità tale da sorvegliare l’intero comprensorio di gara».
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A parlare è Stefano Bizzarri, ex pilota classe ’63 di San Marcello Pistoiese e vincitore nel 1996 del Rally Elba - Coppa Toscana.
In quell’occasione Bizzarri, guidando una Renault Clio Williams con accanto il navigatore Bernardo Serra, sconfisse il titolatissimo Renato Travaglia, laureatosi nel 2005 campione europeo.
«Gli organizzatori solitamente individuano i punti più delicati e posizionano lì i commissari – spiega Bizzarri – ma un incidente può sempre capitare in un altro posto dove la sorveglianza non è prevista». L’ex pilota di San Marcello Pistoiese, ritiratosi dalle corse nel 2010, spesso è stato chiamato per fare l’apripista. «Loro devono vedere tutto – racconta Bizzarri – e via radio segnalare eventuali problemi alla direzione gara. Io l’ho fatto diverse volte e le persone che rischiavano la propria incolumità le ho fatte spostare. In questo caso, però, mi trovavo a casa mia e non sono certo in grado di dire cosa abbia o non abbia visto l’apripista transitato prima della prova speciale dov’è accaduto l’incidente. Sta di fatto – conclude Bizzarri – che gli spettatori possono sempre posizionarsi in zone proibite successivamente al suo passaggio».
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