Il dolore
«Io, miracolato in quell’incidente»
Armando Valenti, travolto da un’auto del rally, ancora ricoverato. Riccardo Paoletti sempre gravissimo
PORTOFERRAIO. «Mi trovavo lì, in quella maledetta posizione, solo per bisogni fisiologici. Non sono uno sprovveduto: è 43 anni che porto la famiglia a vedere i rally e mi sono spostato solo per questo motivo. Ho una certa esperienza e so che quello è punto pericoloso, ma non potevo fare altrimenti. Ho calcolato male i tempi, visto che stavo tornando verso la partenza per recarmi al campo sportivo di Portoferraio, e quando ho visto la macchina di Spinetti arrivarmi addosso ho avuto la prontezza di rannicchiarmi dietro un albero e un cancello». Armando Valenti, il massaggiatore dell’Audace Isola d’Elba coinvolto nell’incidente rallystico durante la tappa di Norsi, si considera «un miracolato». Fra i due feriti è quello che sta meglio.
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Ancora ricoverato all’ospedale di Portoferraio per un trauma cranico e di un altro toracico che – secondo quanto da lui specificato – «si dovrebbe riassorbire in qualche giorno. Ero lì per caso – spiega Valenti, che si trovava lungo il percorso per assistere alla gara del figlio – e non sono un pazzo che si mette a guardare le macchine da rally così vicino. Mi sono detto: “Appena transita quest’auto me ne vado”, visto che fra una vettura e l’altra passa un minuto, ma non ho avuto il tempo». Valenti riconosce che il punto dove è accaduto l’incidente era segnalato come pericoloso. Sapeva che lì non poteva stare.
«Sono 43 anni che guardo dal vivo le gare da rally – prosegue – e non vado certo a cercarmi rogne. Sapevo di non poter stare lì». Sta di fatto, però, che lui e Riccardo Paoletti – che conosce in quanto fratello di suo genero – sono stati sorpresi proprio dall’arrivo dell’auto dell’equipaggio elbano Spinetti - Giusti. Valenti cos’è successo lo ricorda bene.
«Ho visto la macchina fuori controllo e ho pensato a due cose: buttarmi verso destra o in mezzo alla strada – racconta – e quindi mi sono rannicchiato dietro a un albero e al cancello di questa villetta». Alberto Spinetti – il pilota alla guida dell’auto – aveva appena iniziato la prova speciale e correva contro il tempo, a una velocità elevata. Ma senza il cedimento strutturale della sua vettura e la carambola causata dall’impatto con alcune pietre poste a bordo strada, con ogni probabilità, per i due spettatori non ci sarebbero state conseguenze. «Ho visto arrivare la macchina in un attimo – conferma Valenti – poi non ricordo più nulla. Mi risvegliavo e svenivo. Ero finito sulle gambe di Riccardo Paoletti e provavo a chiamarlo. Non mi rispondeva. Poi sono arrivati i piloti coinvolti nell’incidente e i soccorritori. Una fatalità. Ma è una fatalità anche il fatto che io sia ancora vivo». Fra qualche giorno potrebbe essere dimesso dall’ospedale (dagli accertamenti non sarebbe emerso niente di problematico). A dargli conforto, in reparto, moltissima gente.
L’altra persona coinvolta nel drammatico incidente, il 47enne Riccardo Paoletti, si trova ancora ricoverato in condizioni gravissime nell’unità operativa di anestesia e rianimazione del dipartimento emergenza-urgenza dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Nella giornata di ieri il suo quadro clinico – hanno spiegato nel pomeriggio di ieri dall’azienda ospedaliero-universitaria – è rimasto stabile.
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