Il Tirreno

«Io, miracolato in quell’incidente»

di Stefano Taglione
L'incidente di Norsi (foto da Facebook di Giacomo Cardenti)
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L'incidente di Norsi (foto da Facebook di Giacomo Cardenti)

Armando Valenti, travolto da un’auto del rally, ancora ricoverato. Riccardo Paoletti sempre gravissimo

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PORTOFERRAIO. «Mi trovavo lì, in quella maledetta posizione, solo per bisogni fisiologici. Non sono uno sprovveduto: è 43 anni che porto la famiglia a vedere i rally e mi sono spostato solo per questo motivo. Ho una certa esperienza e so che quello è punto pericoloso, ma non potevo fare altrimenti. Ho calcolato male i tempi, visto che stavo tornando verso la partenza per recarmi al campo sportivo di Portoferraio, e quando ho visto la macchina di Spinetti arrivarmi addosso ho avuto la prontezza di rannicchiarmi dietro un albero e un cancello». Armando Valenti, il massaggiatore dell’Audace Isola d’Elba coinvolto nell’incidente rallystico durante la tappa di Norsi, si considera «un miracolato». Fra i due feriti è quello che sta meglio.

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Ancora ricoverato all’ospedale di Portoferraio per un trauma cranico e di un altro toracico che – secondo quanto da lui specificato – «si dovrebbe riassorbire in qualche giorno. Ero lì per caso – spiega Valenti, che si trovava lungo il percorso per assistere alla gara del figlio – e non sono un pazzo che si mette a guardare le macchine da rally così vicino. Mi sono detto: “Appena transita quest’auto me ne vado”, visto che fra una vettura e l’altra passa un minuto, ma non ho avuto il tempo». Valenti riconosce che il punto dove è accaduto l’incidente era segnalato come pericoloso. Sapeva che lì non poteva stare.

«Sono 43 anni che guardo dal vivo le gare da rally – prosegue – e non vado certo a cercarmi rogne. Sapevo di non poter stare lì». Sta di fatto, però, che lui e Riccardo Paoletti – che conosce in quanto fratello di suo genero – sono stati sorpresi proprio dall’arrivo dell’auto dell’equipaggio elbano Spinetti - Giusti. Valenti cos’è successo lo ricorda bene.

«Ho visto la macchina fuori controllo e ho pensato a due cose: buttarmi verso destra o in mezzo alla strada – racconta – e quindi mi sono rannicchiato dietro a un albero e al cancello di questa villetta». Alberto Spinetti – il pilota alla guida dell’auto – aveva appena iniziato la prova speciale e correva contro il tempo, a una velocità elevata. Ma senza il cedimento strutturale della sua vettura e la carambola causata dall’impatto con alcune pietre poste a bordo strada, con ogni probabilità, per i due spettatori non ci sarebbero state conseguenze. «Ho visto arrivare la macchina in un attimo – conferma Valenti – poi non ricordo più nulla. Mi risvegliavo e svenivo. Ero finito sulle gambe di Riccardo Paoletti e provavo a chiamarlo. Non mi rispondeva. Poi sono arrivati i piloti coinvolti nell’incidente e i soccorritori. Una fatalità. Ma è una fatalità anche il fatto che io sia ancora vivo». Fra qualche giorno potrebbe essere dimesso dall’ospedale (dagli accertamenti non sarebbe emerso niente di problematico). A dargli conforto, in reparto, moltissima gente.

L’altra persona coinvolta nel drammatico incidente, il 47enne Riccardo Paoletti, si trova ancora ricoverato in condizioni gravissime nell’unità operativa di anestesia e rianimazione del dipartimento emergenza-urgenza dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Nella giornata di ieri il suo quadro clinico – hanno spiegato nel pomeriggio di ieri dall’azienda ospedaliero-universitaria – è rimasto stabile.

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