La manifestazione
«Il capolista non era scontato»
Regionali: Fabiani ha presentato i tre candidati della federazione Pd
PIOMBINO. Squadra pronta e sorridente per le regionali dopo mesi di accordi e disaccordi, trattative e feroci polemiche, veleni, bracci di ferro e petizioni. Con teste eccellenti cadute in nome del partito. Come quella del consigliere uscente Matteo Tortolini, o quella della candidata elbana Antonella Giuzio. Mesi di abbracci e spintoni tra le federazioni piombinese e livornese del Pd. Mesi complicati, a dir poco. Fino alla ricomposizione d’autorità del segretario regionale Dario Parrini. E così ieri mattina la squadra del Pd si è presentata compatta, con i tre candidati ufficiali della zona alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento toscano: la renziana Carla Maestrini, uscita e rientrata; la “sorpresa” Walter Ulivieri; e l’ex sindaco Gianni Anselmi, che da emarginato è diventato il portabandiera del Pd in tutta la provincia. Allo stesso tavolo il segretario Valerio Fabiani, che ha ribadito l’importanza di avere Anselmi come capolista: «Non era affatto scontato - ha detto Fabiani - considerando anche i rapporti di forza in provincia. Il partito regionale aveva bisogno di dare un segnale alla città di Livorno, che vogliamo riconquistare dopo la vittoria del M5s, e la scelta è caduta su Gianni. Una scelta fatta anche nell’interesse della stessa Livorno».
Fabiani ha ammesso che «questa non è al cento per cento la lista che avevo voluto. Antonella era un buon candidato». E' andata diversamente «ma l'Elba sarà comunque rappresentata da noi» ha detto Fabiani.
Maestrini è tornata sulla propria vicenda spiegando che «il mio non era un rifiuto o una mancanza di rispetto ma un ritiro perché percepivo un clima teso. Non c’è mai stata alcuna contrapposizione con la candidatura elbana, andrò all’Elba ad ascoltare la gente e a spiegarlo».
Breve e contenuto l’intervento di Ulivieri, che ha puntato tutto sui concetti di servizio, disponibilità, appartenenza.
Quindi è stata la volta di Anselmi. L’ex sindaco ha parlato di lavoro, turismo, ambiente, trasporti, porti, agricoltura. E’ partito dall’operaio salito domenica a Livorno sull’inceneritore per protestare: «In quelle preoccupazioni dobbiamo continuare a riconoscere i nostri valori - ha detto - La campagna elettorale dovrà guardare in faccia le persone, i loro drammi, i loro disagi e quelli delle aziende. La nostra sfida sarà incrociare il grande tema industriale con l’identità territoriale e turistica. Non abbiamo la vittoria in tasca. Qui c'è un territorio complesso, in difficoltà, che dobbiamo ascoltare e al quale poi dire come vogliamo governarlo». Poi un passaggio sulle proprie radici elbane e in chiusura, parlando del porto e delle aspirazioni dello scalo piombinese, Anselmi ha chiuso citando lo storico francese Fernand Braudel che definì il Mediterraneo «una grande, sconfinata pianura liquida».(a.d.g.)
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