Attenzione
Acqua, il divieto resta e riguarda tutto il centro storico
La consigliera Del Torto: "Il fenomeno è grave, il Comune doveva essere più preciso con i suoi cittadini"
PORTOFERRAIO. «Il divieto di acqua potabile non riguarda solo la zona del mercato coperto, ma l’intero centro storico». È quanto afferma la consigliera di minoranza Alessia Del Torto, in seguito al divieto d'uso di acqua potabile per la presenza del batterio "Pseudomonas aeruginosa". Il problema, secondo quanto affermato al Tirreno dall’Asl, è parzialmente rientrato, come hanno dimostrato le controanalisi compiute dall'Asl. Ma, ad oggi, il divieto permane, come ha precisato giusto ieri con una nota il vice sindaco Roberto Marini.
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«L'ordinanza, pubblicata sull'albo pretorio e sulla stampa locale, ma non pubblicizzata con l'apposizione di cartelli (come invece raccomandato dalla Asl), ha infatti destato dubbi e confusione in merito alle vie colpite dal fenomeno perché nella stessa non vi è alcuna indicazione precisa – spiega Alessia Del Torto – a distanza di 4 giorni l'unico chiarimento che è arrivato dall'amministrazione comunale consiste nel fatto che “il punto di prelievo interessato è la fontanella dietro al mercato coperto, rifornita dalla stessa conduttura delle zone adiacenti fino ad arrivare a Calata Buccari”».
Del Torto, non soddisfatta delle informazioni comunicate dall’ente, si è rivolta direttamente alla Asl per capire, una volta per tutte, che il fenomeno riguarda l'intero centro storico, parte alta compresa.
«A questo punto – dice Del Torto – mi domando: era così difficile alzare il telefono o inviare un fax alla Asl per avere il dettaglio delle vie colpite dal batterio? Di fronte a un fenomeno così grave e pericoloso per la salute di tutti, bambini compresi, non sarebbe stata opportuna la massima precisione, attenzione e diffusione? E ancora: perché l'ordinanza non è stata debitamente pubblicizzata con apposizione di cartelli nelle vie del centro storico assicurandosi così che la segnalazione giungesse anche a quella parte di utenza che non legge i giornali e non va su internet? Come sempre, c’è modo e modo di fare le cose».
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