Il Tirreno

Il volo e poi lo schianto: «Non so se correrò ancora»

di Stefano Taglione
Il pilota Alberto Spinetti e Lara Giusti
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Il pilota Alberto Spinetti e Lara Giusti

Il racconto di Alberto Spinetti, il pilota della Renault Clio finita fuori strada: «Mi sono accorto dei due uomini solo quando sono sceso dalla macchina»

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CAPOLIVERI. A qualche ora dal terribile incidente che lo ha visto protagonista Alberto Spinetti indossa ancora la tuta da gara. Il pilota elbano, che nella vita svolge la professione di dentista – in corsa al Rally internazionale dell’Isola d’Elba in compagnia della collega Lara Giusti e con già diverse competizioni alle spalle – è chiaramente molto scosso per quanto accaduto. Non potrebbe essere altrimenti.

«Fisicamente sto bene, moralmente sono a pezzi», spiega. Il primo pensiero va a Riccardo Paoletti e Armando Valenti, i due spettatori rimasti feriti durante il sinistro. «L’accesso a quella zona era interdetto – sottolinea Spinetti – e il tutto era debitamente segnalato. Non posso sentirmi responsabile per aver causato l’incidente, ma è chiaro che mi dispiace tantissimo e a caldo non sono nemmeno in grado di dire se e quando tornerò a correre».

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La dinamica dell’incidente.
Spinetti prova a ripercorrere ciò che gli è successo nella prova speciale di Norsi.
Lui, grande appassionato di rally e pilota di esperienza, prima d’ora non era mai stato coinvolto in incidenti del genere. «Subito dopo la partenza, a poche centinaia di metri di distanza dal via – spiega il rallysta – ho perso il controllo della vettura, probabilmente a causa di qualcosa sull’asfalto. Ero quasi riuscito a riprendere la tenuta di strada, quando sul ciglio ho urtato una pietra e la macchina è volata in aria. Ha fatto qualche piroetta, rigirandomi nel vuoto. Forse è a quel punto che ho colpito i due spettatori. Della loro presenza mi sono reso conto solo una volta a terra – continua Spinetti – quando io e Lara Giusti abbiamo abbandonato l’auto uscendo dal finestrino sul lato del navigatore. Abbiamo subito chiamato i soccorsi, in zona non c’era nessun commissario di percorso. Quello è un tratto molto pericoloso, nessuno dovrebbe avvicinarsi. Bastava stare 50 metri più in là e non ci sarebbero state conseguenze per gli spettatori».

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Subito in ospedale.
Spinetti si è subito recato in ospedale per fare visita ad Armando Valenti, uno dei due spettatori feriti, che lui conosceva. «Mi è sembrato un gesto doveroso – spiega – e ci sarei andato anche se per me fosse stato un perfetto sconosciuto». Secondo quanto ricostruito dal pilota elbano, in occasione dei rally organizzati negli anni scorsi, sull’isola non è raro che gli spettatori si spingano in aree dove è proibito assistere alle gare.
«Non ci rende conto che questi missili quando sono fuori controllo possono essere letali – spiega Spinetti – e sì, è vero, capita che il pubblico dell’Elba assista ai rally da punti dove non è permesso stare».
 

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