Il Tirreno

Passano gli anni ma non i pericoli

di Michelangelo Pasquinelli

Tra le proteste, le radici dei pini continuano a spaccare il tratto di strada fra Cafaggio e Suvereto

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SUVERETO. Ancora alla ribalta i pochi pini rimasti sulla strada 398, che porta dalla frazione di Cafaggio a Suvereto.

Purtroppo in passato quei pini lo sono stati per non pochi incidenti, anche mortali, causati da fuori strada con le auto che hanno impattato contro i grandi tronchi.

Ora si levano da più parti proteste e polemiche per i guai che le radici di questi grandi pini stanno recando al manto stradale.

Non è certo una questione estetica quella che viene segnalata, ma l’estrema pericolosità in un tratto di strada che già lo è per le curve che invitano alla velocità e che fanno dei brutti scherzi.

A questo si aggiungono i grossi “bubboni” causati dai rigonfiamenti delle radici e la pericolosità aumenta.

Basti pensare al fatto che gli automobilisti abituali li conoscono e magari si allargano per evitarli, ma possono anche creare problemi a chi viene in senso inverso.

Chi non se li aspetta si trova improvvisamente a sobbalzare di brutto, non si sa con quale reazione, oltre a danneggiare non poco le sospensioni della propria auto.

Un altro pericolo, non certo inferiore, è dato dal transito delle grandi motociclette per la gita di fine settimana.

In questo caso sappiamo bene che il limite di settanta chilometri all’ora non viene rispettato e l’ebbrezza della velocità, prima o poi, potrebbe esser causa di guai grossi trovandosi improvvisamente sui “dossi” causati delle radici dei pini.

E’ evidente che se tutti rispettassero i limiti di velocità i pericoli sarebbero minori, ma è dimostrato che ci si può far male anche a velocità basse se non ti aspetti certi ostacoli.

La strada, prima statale, è poi passata di competenza alla Regione che ha poi delegato la Provincia per la sua manutenzione.

Ma rimuovere le radici è solo un rimedio limitato nel tempo perché il pino le rigenera e sempre in superficie.

Quindi non resta che abbattere i pini?

Ovviamente insorgerebbero gli ambientalisti in favore di piante molto belle, anche se i pini stessi su quel tratto sono rimasti davvero pochi e quindi la loro funzione decorativa è molto relativa.

Ci sono vuoti fra le file stesse perché diversi anni fa, nella zona più vicina a Suvereto, saltarono fuori gli autodefinitisi “vendicatori della notte” che per vendicare, appunto, amici o parenti vittime di incidenti stradali, tagliarono nottetempo con le loro motoseghe diversi pini.

Fecero anche pervenire la rivendicazione ai giornali a sostegno e motivazione del loro gesto, chiedendo che venissero tagliati tutti.

«Se la politica avesse fatto il suo dovere oggi ci sarebbero di sicuro delle vite in più», affermavano tra l’altro.

Qualcuno propose di tagliare i pini per evitare il ripetersi degli incidenti, ma impegnandosi a piantare il doppio di alberi, più consoni alla zona e in posizione non pericolosa.

Michelangelo Pasquinelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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