Il dolore
«Bosi si aggrappa a idee di sviluppo ormai tramontate»
RIO MARINA. «Bosi non ci ha sorpreso. Da ex parlamentare Udc egli ha sicuramente bisogno di riqualificare la sua condizione politica all'Isola d'Elba». È una replica molto dura quella che la società...
RIO MARINA. «Bosi non ci ha sorpreso. Da ex parlamentare Udc egli ha sicuramente bisogno di riqualificare la sua condizione politica all'Isola d'Elba». È una replica molto dura quella che la società Capo d’Arco srl rende all’ex sindaco di Rio Marina che, solo pochi giorni fa, ha commentato in modo entusiastico la sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso presentato dal consorzio, che ha impugnato gli atti relativi alla realizzazione del piano particolareggiato di iniziativa pubblica.
« Per contenuti e toni, il suo intervento a proposito della sentenza del Tar pare rivolto più agli operatori edilizi dell'Isola e a coloro che gravitavano intorno alla sua amministrazione – dicono dalla società – evidentemente immemore anche della sentenza resa l'anno scorso dalla Corte di Cassazione sull'eco-mostro di Cavo, il signor Bosi muove dall'idea, ormai invece del tutto desueta in ogni angolo d'Italia, che fare sviluppo significhi fare edilizia residenziale per seconde case al solo scopo di introitare oneri di urbanizzazione da utilizzare, in buona parte, per la mera copertura delle spese correnti».
Secondo la società Capo d’Arco srl quest’idea sviluppo è tramontata. «La richiesta di tutti coloro che frequentano ed amano l'Elba è che lo sviluppo edilizio riguardi anzitutto il recupero delle aree già insediate e il potenziamento dei servizi offerti ai potenziali visitatori – dicono da Capo D’arco srl – Così egli torna a battere su un'altra idea ormai desueta: che Capo d'Arco sia popolato da un'elite di privilegiati che si crogiolano in ameno isolamento: sembra intendere che, dovendo scegliere un luogo dove sviluppare nuovi insediamenti turistici, sia la costa a sud di Ortano a poterli sostenere, perché là disturbano solo gente in realtà estranea alla vita civile elbana.
Eppure i proprietari di immobili a Capo d'Arco versano al Comune di Rio Marina circa 600.000 euro di imposte all'anno, pari a circa il 16 % delle entrate da tributi ordinari dell'Amministrazione». In cambio, spiegano dal consorzio, di nessun investimento.
«Il Consorzio Servizi di Capo d'Arco ha introdotto le sue azioni giudiziarie – assicurano dalla società – e non sarà una prima soccombenza avanti al Tar per motivi formalmente urbanistici a fermarci - proprio per esprimere l'idea che uno sviluppo turistico ed edilizio possa ben coesistere con il rispetto del territorio e del diritto di tutti a godere di protezione ambientale e servizi coerenti coi tributi che si versano al Comune. Ancora non riusciamo a comprendere, quindi, in cosa consista l'utilità pubblica di un piano particolareggiato per l'appunto denominato "di iniziativa pubblica" che prevede l'insediamento di circa 120 nuove seconde case senza la realizzazione di impianti di depurazione e senza potenziare gli attuali servizi recettivi».
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