La protesta
Il kit del prete per la benedizione fai-da-te
Curiosa iniziativa al Duomo di Portoferraio: il prete non ce la fa a completare il tour delle case. Così le piccole ampolle per la benedizione sono distribuite direttamente in chiesa
PORTOFERRAIO. Non ce la fa il parroco ad andare a benedire tutte famiglie del centro storico. Allora cosa fa? Mette in distribuzione delle piccole bottigliette di plastica da 50 centilitri con cui impartite le benedizioni. Una sorta di kit per la benedizione fai da te, insomma. È stata questa la novità della Pasqua appena trascorsa.
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Oltre ottocento bottigliette sistemate all’entrate del Duomo e della chiesetta della Misericordia di Portoferraio, a disposizione delle famiglie che risiedono all’interno delle mura medicee. I parrocchiani sono invitati a portarsele a casa come segno benaugurante. Una scelta quasi obbligata per il parroco della Natività, don Sergio Trespi. «Sono arrivato in parrocchia – ha detto – in quaresima avanzata, nel periodo in cui generalmente i parroci dedicano i pomeriggi a far visita alle famiglie per le benedizioni pasquali. Non ho avuto tempo per preparare convenientemente gli incontri. Inoltre – ha aggiunto ancora il sacerdote – le mie condizioni fisiche non mi permettono di salire in maniera spedita gli scalini, e qui in Città ci sono diverse salite e molti gradini da fare se si vuole esaudire le richieste di ogni fedele. Ho trovato più conveniente adottare il sistema della distribuzione delle ampolle di plastica che contengono acqua benedetta da me nel corso della Settimana Santa. A questo punto sarà il capofamiglia a provvedere a portare nelle case le bottigliette».
Non è il primo caso di distribuzione, in appositi contenitori di plastica, di acqua benedetta “fai da te” durante le celebrazioni della Pasqua. «In altre realtà diocesane – aggiunge ancora don Sergio Trespi – la pratica è assai diffusa, soprattutto vista la poca disponibilità di parroci che non riescono sempre a far fronte alle richieste dei fedeli».
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Nella seconda diocesi di Portoferraio, quella di San Giuseppe alla Sghinghetta, invece si è operato in maniera differente. Il parroco, don Gianni Mariani anche lui non dei problemi attribuibili alla deambulazione, si è rivolto ad alcuni sacerdoti che frequentano l’Università Pontificia di Roma. Questi hanno provveduto, con alcuni volontari della stessa parrocchia, a predisporre uno stradario e effettuare così le visite alle famiglie al posto del parroco, come si è sempre fatto, visto e considerato che il territorio di competenza della parrocchia abbraccia molte frazioni e casolari sparsi sul territorio.
A don Sergio Trespi invece è mancato proprio il tempo, per via del trasferimento dei parroci che ha compiuto il vescovo della diocesi di Massa Marittima - Piombino, Carlo Ciattini, nel corso dell’ultima quaresima, per cui don Salvatore Gallo, parroco della Natività è andato a Follonica nella chiesa di San Leopoldo, lasciando l’incarico a don Trespi che era invece parroco in cattedrale a Massa. Da una parte la mancanza di tempo a disposizione, dunque, dall’altra difficoltà di raggiungere tutte le case nel centro storico della Città hanno concorso a far prendere una decisione nuova e per certi versi curiosa al parroco che ha provveduto alla distribuzione delle ampolle di plastica, ordinate a acquistate da un’impresa privata. Il pericolo adesso è di non fare incetta di bottigliette, facendo correre il rischio ad altre famiglie che non l’hanno ancora avuta di non portare a casa l’acqua benedetta.
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