Toscana
Rete ospedaliera, verso l’unione Cecina Piombino
Nella seduta monotematica sulla sanità, l’assessore regionale Marroni ha spiegato la riforma. Previsto l’accorpamento delle Asl toscane in tre grandi aziende. Forti critiche dalle opposizioni
PIOMBINO. Un parterre da grandi occasioni ha accolto l’assessore regionale Luigi Marroni, in sala consiliare per la seduta monotematica sulla sanità. I problemi più strettamente locali sono affiorati solo nell’ultima parte. Buona parte dell’incontro è stata occupata dalla riorganizzazione della geografia sanitaria alla luce della riforma con cui sono state accorpate le 12 Asl toscane, dando vita a tre macro aree. Al loro interno, c’è il ripensamento della rete ospedaliera con Cecina e Piombino che unificheranno le loro strutture in una gestione associata, col mantenimento dei due ospedali, permettendo di superare la soglia dei 150 mila abitanti imposti dalle novità governative. Una riforma apprezzata visibilmente dai primari, presenti in forza, e dalla maggioranza. Molto meno, dalle opposizioni.
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Niente mozioni: la discussione preliminare in commissione si era conclusa male. Ai voti. Battute le minoranze, a cui non era piaciuto il divieto di presentare ordini del giorno in occasione dell’incontro di ieri. Contestato anche lo slittamento alla prossima seduta delle mozioni già presentate sull’argomento. In scaletta, dunque, gli interventi di Marroni, del direttore Asl, Eugenio Porfido, dei vertici locali Irio Galli e Donatella Pagliacci, dell’assessore Margherita Di Giorgi. Quindi, replica di Marroni e conclusioni del sindaco, Massimo Giuliani. Nel mezzo, microfono ai partiti.
«Dovevamo discuterne prima dell’approvazione, l’assessore è qua a fare campagna per le regionali»: dai banchi delle opposizioni il ragionamento è venuto fuori più volte. Soprattutto in riferimento ai giudizi di eccellenza attribuiti da alcuni indicatori alla sanità toscana. Una riforma che porterebbe a privilegiare il rapporto con le strutture private e attribuirebbe spazi ulteriori, impropri, alle associazioni del volontariato. Un’operazione che inciderebbe fino ad un certo punto sulle centrali di costo, stante i numerosi dirigenti che sopravviverebbero agli accorpamenti. Sottolineato anche il rischio di una ulteriore penalizzazione di Piombino e del comprensorio. Marroni ha difeso la sua riorganizzaione, sottolineando che, senza cambiamenti, il sistema rischierebbe l’implosione. «La salute è un diritto che per essere esigibile va sostenuto dalle risorse. La riforma va in questa direzione», ha aggiunto l’assessore. Che se un problema rileva, è quello delle attese. Su cui si è impegnato ad intervenire.
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Un matrimonio da fare: per Giuliani c’è la necessità di non affrontare in modo frettoloso un processo complesso e importante. «I propositi della legge regionale vanno infatti verso l'attivazione di strumenti che garantiscano una partecipazione costruttiva di cittadini, operatori e istituzioni», ha aggiunto, caldeggiando la nascita di «un’unica unità funzionale che rappresenti oltre 150 mila cittadini, coinvolgendo i territori della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina. Una proposta, quella dell'integrazione delle due reti ospedaliere di Piombino e Cecina, che ha come obiettivo il superamento dei dipartimenti aziendali tout court, basati su logiche eccessivamente centralizzate e centrifughe. L'idea sta dentro la volontà di valorizzare le competenze di ciascuna di queste strutture e di assicurare la salvaguardia delle specialistiche esistenti mediante forme di incentivazione della mobilità dei medici». Il sindaco ha auspicato che in questo processo di unificazione rientri anche l’Elba.
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