La protesta
Lucchini: bocciato in appello il ricorso del ministero dell'Ambiente
La richiesta di maxirisarcimento (400 milioni) metteva a rischio il tfr dei lavoratori. Ora resta solo la Cassazione
PIOMBINO. Il Tribunale di Livorno boccia anche in appello la richiesta del ministero dell'Ambiente di un maxirisarcimento (400 milioni) richiesto all'amministrazione straordinaria Lucchini per danni ambientali. Una notizia importante perché la richiesta formulata nel 2013 dall'allora ministro Corrado Clini di fatto metteva a rischio i diritti dei creditori privilegiati, primi fra tutti quelli dei lavoratori con il loro tfr.
La sezione civile del tribunale livornese (presidente Roberto Urgese, giudice Emilia Grassi, giudice relatore Franco Pastorelli) ha respinto il ricorso sostenendo in sostanza che il ministero dell'Ambiente non ha provato "la situazione di inquinamento al momento dell'acquisto da parte della Lucchini e le concrete ulteriori attività inquinanti compiute dalla stessa e i conseguenti danni derivanti dalle stesse all'ambiente, potendo la Lucchini rispondere solo di ciò, e cioè dell'ulteriore danno provocato".
La sentenza in sette pagine sembra far cadere tutti i presupposti alla base del ricorso, anche se è più che probabile che la vicenda a questo punto finirà davanti alla Corte di Cassazione, che potrà solo intervenire sulle eventuali violazioni dal punto di vista del diritto. La decisione sul ricorso al terzo grado di giudizio spetterà comunque all'Avvocatura dello Stato.
La sottosegretaria Silvia Velo nello scorso dicembre aveva comunque rassicurato i dipendenti ex Lucchini, spiegando che la prosecuzione della vicenda giudiziaria rappresentava "un atto dovuto che comunque non avrebbe influito sui diritti dei lavoratori ex Lucchini".
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