Il Tirreno

Lambardi difende la "riforma delle spiagge"

La spiaggia di Cavoli a Marina di Campo (foto di Gio' Di Stefano)
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La spiaggia di Cavoli a Marina di Campo (foto di Gio' Di Stefano)

Il sindaco di Marina di Campo replica alle accuse: "Macché privatizzazione, così la finiamo con una gestione dell'arenile da far west"

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MARINA DI CAMPO. «Macché privatizzazione delle spiagge, piuttosto cerchiamo di regolamentare una situazione che, fino ad oggi, assomigliava ad un far west». Lorenzo Lambardi, sindaco di Campo nell’Elba, rispedisce al mittente le critiche che gli sono piovute addosso in seguito all’assegnazione e alla modifica del regolamento dei punti blu sulle spiagge campesi, ci tiene a chiarire tutti gli aspetti della “riforma degli arenili” e non risparmia frecciate nei confronti del suo predecessore e attuale consigliere di minoranza Vanno Segnini. «È singolare che proprio da lui arrivino le critiche a questa iniziativa, a cui peraltro avevano già lavorato anche loro».

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Ma veniamo all’oggetto del contendere. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lambardi ha deciso di dare in concessione a privati otto concessioni di 300 metri quadrati l’una. In molti casi si tratta di conferme dei punti blu assegnati negli anni passati. Ma se prima il gestore del punto blu poteva solo, all’arrivo del cliente, sistemare l’ombrellone e il lettino in uno spazio libero, adesso lo stesso gestore avrà un’area già assegnata e limitata dove poter sistemare l’attrezzatura. La minoranza consiliare ha accusato Lambardi di aver concesso in saldo le spiagge pubbliche trasformandole, di fatto, in private. In mano «a otto fortunati imprenditori», hanno spiegato dalla minoranza.

«Abbiamo fatto una scelta precisa per dare delle regole certe e migliorare l’erogazione di questo tipo di servizio sulla spiaggia – ribatte invece  il sindaco – faccio un esempio. In questo modo, disponendo di un’area delimitata, il fronte mare (la parte di spiaggia più vicina alla battigia e quindi più ambita ndr) sarà distribuito in modo più equilibrato tra clienti del punto blu e utenti della spiaggia libera. Fino ad oggi, l’assenza di uno spazio delimitato, faceva in modo che i gestori dei punti blu piazzassero gli ombrelloni in modo disordinato. La situazione era fin troppo caotica».

Le aree a disposizione dei gestori privati saranno ben delimitate e segnalate. «L’approccio del Comune sarà molto severo – assicura Lambardi – lo stesso che utilizziamo per la concessione di suolo pubblico. Chi sgarra, andando oltre i confini, paga perdendo la concessione. Facciamo un favore agli imprenditori? Demonizzare le imprese è assurdo da parte della minoranza. E, comunque, con questa impostazione il Comune di Campo ottiene in cambio dalle imprese dei servizi utili per il pubblico. L’accordo prevede un impegno da parte dei gestori per un  servizio di pulizia delle spiagge e la disponibilità a compiere con il Comune interventi di pulizia straordinaria. Ma non è tutto. Da quest’anno l’amministrazione non spenderà un euro per il servizio di vigilanza della spiaggia e della balneazione».

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Questo perché, da quest’anno, sarà attivato un nuovo punto blu anche nel tratto tra il Club del Mare e il Capriccio, fino allo scorso anno esclusivamente pubblico. E, per questo, molto più frequentato e affollato. «Anche sotto questo aspetto abbiamo fatto una scelta precisa – spiega il sindaco Lambardi – in passato si sono verificate emergenze, malori sulla spiaggia. Il Punto blu in quella posizione garantisce più sicurezza».

In generale, però, sia la minoranza consiliare sia l’associazione Legambiente si sono detti preoccupati per l’aumento dell’utilizzo della spiaggia Campese. Otto concessioni per 2.400 metri non sono poche. «Su questo aspetto Legambiente stia tranquilla – spiega Lambardi – abbiamo verificato in modo approfondito le percentuali di utilizzo dell’arenile. Il rapporto tra concessioni e spiaggia libera è ben  sotto la soglia consentita. Ricordo che quando sono stato eletto sindaco ho trovato sul tavolo la proposta di nuovi punti blu a Cala Giovanna, a Pianosa. Siamo stati noi a prendere il pennarello e a tirare una riga per cancellare un’ipotesi, quella sì, che sarebbe stata disastrosa. Il lavoro del Comune e in particolare dell’assessore al demanio Roselba Danesi punta a rendere le spiagge non solo sicure, ma anche a garantire una fruizione degli arenili nel pieno rispetto delle regole».
 

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