Il Tirreno

Rebus candidati per il Pd si cerca di salvare la Giuzio

Livorno non molla sulle tre donne, dovrà toglierne una Piombino ma alla Federazione non piace l’ipotesi di mettere un uomo all’Elba

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PIOMBINO. Muro contro muro. Sulle candidature alle regionali Piombino non cede, Livorno neppure. Nessuno vuole rinunciare ai nomi proposti. E allora prova a trovare una soluzione Firenze. La direzione regionale del Pd. Piombino dovrà mettere in lista due uomini e una donna, invece che due donne e un uomo. Così torneranno i conti, anche sulla parità di genere.

L’accordo che non si trova sulla costa, si troverà (entro sabato) all’ombra di palazzo Panciatichi, sede del consiglio regionale. Alternative non ce ne sono. La questione è nota. Da quando il partito ha deciso di non riconfermare il consigliere piombinese uscente Matteo Tortolini si è scatenata la caccia al seggio sicuro in provincia di Livorno. Le due federazioni hanno fatto a gara a scegliere i nomi. Livorno, per non essere da meno di Piombino, ha buttato sul tavolo una lista di cinque nomi: dalla quale non recede: 3 donne e 2 uomini, con favorito l’indipendente Francesco Gazzetti. Piombino presenta la propria: l’ex sindaco Gianni Anselmi e due donne. Le due aspiranti consigliere, in prima battuta, sono la renziana Carla Maestrini, piombinese come Anselmi, e l’elbana Antonella Giuzio, ex assessore della giunta di Roberto Peria, già candidato alla segreteria della Val di Cornia contro (l’eletto) Valerio Fabiani. Carla Maestrini decide di ritirarsi, perché i conti non tornano: la provincia livornese, infatti, in questa formazione, candiderebbe 5 donne e 3 uomini. Per raggiungere la parità di genere, Piombino cerca di convincere Livorno a rinunciare a una candidatura femminile. Il capoluogo non accetta. Il primo confronto fra le due federazioni è un buco nell’acqua. Il problema - dice Livorno - è della Val di Cornia e quindi se lo deve risolvere la periferia dell’ impero (ex) comunista. Allora in provincia inizia una riflessione, su come rivedere la lista. La mossa più semplice sembrerebbe sfruttare la rinuncia di Carla Maestrini, renziana e piombinese come Anselmi. Questo consentirebbe di salvare Antonella Giuzio, candidata che corrisponde a due requisiti: è renziana (anche se con riferimenti politici diversi dalla Maestrini) ed elbana. Perciò risponde pure al requisito della rappresentatività territoriale reclamato dal regolamento del Pd nella scelta dei consiglieri.

Allora tutto risolto? Niente affatto. Perché da Firenze non vogliono sacrificare Carla Maestrini. Quindi ecco la terza via: il candidato uomo elbano. Così si ristabilisce la parità di genere con una lista piombinese con 2 maschi e 1 donna, la Maestrini invece della Giuzio. E sono tutti felici perché ci sono rappresentanti dell’isola e della terraferma. Felici a Livorno perché la lista non si modifica. Un po’ meno a Piombino, probabilmente. Che, però - fa capire Firenze - ha già vinto la sua battaglia: non ricandidare Tortolini. Che, comunque, si è ritirato senza tante storie. E questo non è passato inosservato in regione.

Ilaria Bonuccelli

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