Sicurezza
ORA PERO’ CONTANO SOLO I FATTI
DI CRISTIANO LOZITO. I giudizi complessivamente positivi di istituzioni e sindacati sull’incontro del Mise sostituiscono i toni decisamente preoccupati degli stessi protagonisti nei giorni precedenti...
DI CRISTIANO LOZITO. I giudizi complessivamente positivi di istituzioni e sindacati sull’incontro del Mise sostituiscono i toni decisamente preoccupati degli stessi protagonisti nei giorni precedenti al confronto di ieri.
Il Piano industriale va ancora precisato, ma la generale soddisfazione è legata al fatto che Issad Rebrab ha confermato (seppure con un piano ancora da dettagliare) la sua volontà di produrre acciaio a Piombino, elemento da molti non più considerato scontato dopo l’improvvisa marcia indietro sull’altoforno, che aveva dato la sensazione di un interesse quasi esclusivamente centrato su porto e agroalimentare.
Restano tanti gli elementi da sciogliere riguardo ai tempi e ai modi della ripresa della siderurgia a Piombino, anche in considerazione della quantità di investimenti e sulla loro congruità rispetto alla mole di lavoro necessario all’operazione, a questo punto potranno rispondere solo i fatti concreti attesi nei prossimi mesi.
Ma certo l’incontro di ieri e la conferma degli impegni del governo a seguire la vicenda da vicino, quanto meno danno modo di ripartire con un progetto, consegnando al sindacato il difficile compito non solo di aprire una trattativa, ma anche di portarla a termine in modo positivo. Pensando a riportare in fabbrica nel più breve tempo il maggior numero possibile di persone, ma anche di costruire un accordo che allo stesso tempo garantisca condizioni di lavoro moderne e trattamenti economici adeguati.
E’ chiaro che di facile non c’è nulla, e che davanti a sé la città e il comprensorio hanno ancora anni difficili. Così se dal sindacato e dalla proprietà ci si attende un’accelerazione che porti rapidamente a un’intesa, per rendere soportabili i prossimi due anni serve che le istituzioni diano corpo alle promesse. Eliminando il più possibile tutti i freni burocratici verso la realizzazione delle previsioni contenute negli accordi di programma.
Ma per passare questo periodo, soprattutto pensando alla drammatica situazione dell’indotto, servono non solo ammortizzatori in grado di garantire la tenuta sociale, ma lavoro vero, che i vari strumenti messi in campo dalla politica possono garantire, come l’esempio degli interventi sul porto spiega meglio di mille ragionamenti.
Le elezioni regionali sono vicine, inutile nascondere che il timore generale è quello che la vicinanza della politica ai problemi di Piombino e il fervore dimostrato a tutti i livelli nello sforzo di risolvere i problemi della Val di Cornia, siano a tempo. Sta dunque alla politica dimostrare che non è così. Perché il giudizio – senza appello – arriverà già nei prossimi mesi.
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