Il Tirreno

Il bravo avvocato innamorato dell’Elba

di Luca Centini
Lorenzo Claris Appiani
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Lorenzo Claris Appiani

Lo chiamavano il “conte” per via delle origini nobili della sua famiglia, che ha un’azienda agricola a Rio Marina

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RIO MARINA. Gli amici più stretti lo chiamavano “conte”, per via delle origini nobiliari della famiglia. Quelle stesse origini che lo legavano all’isola d’Elba, la sua seconda casa. Non a caso Rio Marina è un paese scosso dalla morte di Lorenzo Alberto Claris Appiani, l’avvocato di 37 anni ucciso a Milano per mano del suo ex cliente Claudio Giardiello. Era stato citato come teste d’accusa, ma avrebbe dichiarato di volersi astenere nel rispetto del segreto professionale. Non ha fatto in tempo.

Un giovane timido, ma ricco di entusiasmo, all’inizio di una carriera da avvocato di indubbio successo. Lorenzo Alberto abitava e lavorava nel capoluogo lombardo, ma aveva origini toscane e un legame stretto con Rio Marina, dove fin da piccolo ha trascorso le sue estati (e non solo) nella villa di famiglia nel paese. Lorenzo Alberto, infatti, è figlio di Aldo Claris Appiani, titolare dell’azienda agricola e agriturismo Le Sughere del Monte Fico. Un imprenditore che ha investito denaro e impegno all’Elba, arrivando ad abbandonare il lavoro da pediatra per dedicarsi all’azienda vinicola e all’attività di agriturismo, che tiene in piedi facendo la spola tra Milano e l’isola.
Il figlio Lorenzo è quello che viene chiamato “elbano di fori”, un isolano di adozione. Riservato, gentile. Anno dopo anno Lorenzo si è inserito nel tessuto sociale del paese ex minerario. In tanti conoscevano lui e il resto della famiglia. Il padre Aldo, ieri mattina, era proprio all’Elba. Ha lasciato l’isola con il traghetto, poche ore prima della tragica notizia. La sorella Francesca, magistrato a Pavia, era ripartita dall’isola mercoledì sera. La notizia della strage di Milano è arrivata in modo rapidissimo a Rio Marina, il piccolo comune del versante orientale dell’Elba. Un trauma collettivo. Le voci si sono rincorse fino alla sala consiliare del Comune dove, prima di pranzo, era in pieno svolgimento il consiglio comunale. La seduta è stata interrotta per diversi minuti.

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Lorenzo Alberto aveva scelto la carriera forense, seguendo le orme della mamma Alberta, avvocato in pensione e dello zio Alessandro Brambilla Pisoni, anche lui avvocato. Giovane, preparato e professionale, da tutti considerato un piccolo genio del foro soprattutto in fatto di diritto societario. Non a caso, nella sua pur breve carriera, aveva già collezionato prestigiose collaborazioni prima di aprire uno studio legale per conto suo. Era l’ex legale di Giardiello, quello che poi è diventato il suo killer. Giovedì 9 era in aula solo per testimoniare in una causa penale, proprio perché Giardiello era stato denunciato. È morto per un colpo di pistola al torace, ancor prima di arrivare all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Rio Marina piange un uomo che si faceva voler bene e, in questi anni, aveva collezionato molti amici sull’isola. Attaccatissimo alla famiglia, per Pasqua aveva rinunciato a tornare nella sua Rio per stare vicino alla nonna. Solo un rinvio. Non avrebbe perso l’occasione per tornare sulla spiaggia del Porticciolo con gli amici di sempre. La famiglia Claris Appiani ha un ruolo importante nella storia dell’Elba: un’antica discendenza con la stirpe degli Appiani di Piombino e l’Elba, quindi l’insediamento a Rio Marina, dove la famiglia possedeva bastimenti sul porto e dove, ai Claris Appiani, è dedicata persino una via. I primi del Novecento il trasferimento in “continente”. È stato il nonno di Lorenzo Alberto, Virgilio, a rinvigorire negli anni Settanta un dialogo mai chiuso con l’Elba. Fu lui a riattivare il vigneto sul Monte Fico e a rimettere a posto la villa di famiglia. Il figlio Aldo ha proseguito l’opera facendo de Le Sughere del Monte Fico una tra le aziende vinicole più pregiate dell’Elba.

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Una tradizione di famiglia che, forse, proprio Lorenzo Alberto avrebbe portato avanti. Ma quegli assurdi spari al palazzo di giustizia di Milano hanno rovinato tutto. In tanti a Rio Marina hanno vissuto con angoscia quanto accaduto a chilometri di distanza dall’isola: «Un disastro – ha commentato a caldo il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – un dolore come questo toglie perfino le parole».
 

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