Il Tirreno

Falsi manifesti funebri Suvereto sotto choc

Qualcuno li ha affissi con il nome dell’ex assessore Luciani e il simbolo del Pd Durissime polemiche malgrado l’immediata solidarietà di sindaco e Ap

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SUVERETO. Una pesantissimo scherzo di pessimo gusto ha fatto scalpore a Suvereto quando, nella prima mattinata, sono apparsi nei soliti spazi delle pubbliche affissioni quelli che sembravano manifesti funebri. La forma e la dimensione erano quelle e accanto al nome e cognome riportavano il simbolo del Pd, come avviene in caso di personaggi politici. Poi scorrendo il testo si capiva subito della bravata, con inequivocabili parole di scherno e offese che, comunque, hanno causato un certo sconcerto: «Stavo passando in macchina e ho visto un manifesto funebre con in grande il nome di Luciano Luciani – raccontava uno dei primi ad averlo notato – e non potendomi fermare ho commentato amaramente la cosa conoscendolo, come tutti del resto a Suvereto. Poi ho chiesto informazioni e ho tirato un sospiro di sollievo, ma la cosa è incredibile! Non si sono resi conto di cosa potessero causare certe notizie?».

Tre sono state le copie affisse, una vicino alla fonte della Boldrona, una dietro le mura prima del bivio per Belvedere e una nei pressi del parcheggio dei pullman. Ovviamente la voce si è sparsa subito e ha prevalso il disgusto per dove possano arrivare la polemica politica e gli attacchi personali.

Luciano Luciani, 71 anni, è stato assessore a Suvereto negli anni Settanta per l’allora Pci, dopo essere stato fra i fondatori dell’Ente valorizzazione Suvereto. Nel manifesto si ironizza sulla sua attuale militanza pur con diverse imprecisioni (volute per depistare?) e con accuse di “cricca” al Pd stesso nel quale oggi fa attività politica il Luciani. Ovviamente i tre manifesti sono stati rimossi e sequestrati ed è in corso una denuncia alle forze dell’ordine da parte del diretto interessato, ma anche del Pd il cui simbolo è stato usato.

Militando nella forza di opposizione alla giunta presieduta da Giuliano Parodi, non sono mancati nel recente passato scontri e polemiche anche fra Luciani e gli “arancioni” sostenitori del sindaco, con vecchie ruggini che covano già dai tempi della famosa fusione con Campiglia, sostenuta dal Pd e dallo stesso Luciani. Quindi viene da quell’ambiente la macabra iniziativa? Poco dopo le dieci del mattino è stata postata, invece, una dura presa di posizione di Parodi: «Questa mattina sui muri del paese è stato affisso un vergognoso cartello nei confronti di un cittadino di Suvereto. L’amministrazione comunale condanna fermamente il gesto – ha affermato il sindaco - ed esprime piena solidarietà al cittadino e alla sua famiglia e si mette a completa disposizione per la soluzione del problema. Gesti incresciosi e criminali come questi non fanno parte della storia della comunità di Suvereto e dell’educazione civica e morale che ci deve distinguere». In contemporanea anche Assemblea popolare ribadiva: «Condanniamo fermamente il gesto sconsiderato di chi ha cosparso i muri del paese con manifesti funebri fasulli che prendono di mira un cittadino suveretano. Gesti del genere non possono essere considerati semplicemente una “goliardata” o uno scherzo di cattivo gusto. Esprimiamo quindi solidarietà alla vittima del macabro gesto».

Dopo circa un’ora è apparso un intervento durissimo del Pd locale: «Il Circolo Pd Norma Parenti e il gruppo consiliare Suvereto Protagonista esprimono solidarietà all’iscritto e componente del direttivo Luciano Luciani per il vile attacco subito da parte di ignoti. È inaccettabile assistere a tali atti che nella nostra comunità non si sono mai verificati. Siamo profondamente indignati come cittadini ma anche come militanti di partito, a cui non è stata rivolta la benché minima solidarietà da parte delle altre forze politiche e delle istituzioni. Ci auguriamo che ci sia impegno da parte di tutti perché non si verifichino più azioni ignobili di questa natura».

Probabilmente al Pd non avevano letto l’intervento del sindaco che li aveva preceduti. Infatti il vicesindaco Jessica Pasquini precisava: «Ho già espresso personalmente alla famiglia Luciani la mia condanna del gesto, così come abbiamo fatto come amministrazione e come ha fatto Assemblea popolare. Quindi evitiamo di strumentalizzare un gesto vergognoso di ignoti verso un privato cittadino che non è riconducibile in nessun modo a nessuna forza politica. Questo paese non ha bisogno di inutili polemiche».

Anche il capogruppo della maggioranza Ap Marco Cecchi si è associato condannando «il gesto vigliacco e vergognoso fatto nell’ombra da ignoti» E invitando a non strumentalizzarlo.

Michelangelo Pasquinelli

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di Redazione web