Il Tirreno

Faccia a faccia a Roma fra Rebrab e De Vincenti

di Cristiano Lozito

Oggi il confronto sul Piano industriale. Disgelo nei rapporti con l’Algeria, è un altro elemento positivo per gli investimenti a Piombino

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PIOMBINO. Oggi pomeriggio al Mise appuntamento tra Issad Rebrab e il viceministro Claudio De Vincenti: Cevital è chiamata a presentare il suo Piano industriale corredato da quello finanziario, all’incontro parteciperanno anche il commissario straordinario, Piero Nardi, il presidente della Regione, Enrico Rossi, il sindaco Massimo Giuliani, funzionari del ministero del Lavoro e dell’Ambiente. Al termine, riunione bis con la partecipazione dei sindacati.

Ieri negli uffici Lucchini si è continuato a lavorare fino a tardi per approfondire i contenuti di un Piano sul quale, facendo i conti, non c’è stato molto tempo per operare, considerando che solo da una decina di giorni è stato abbandonato il progetto di ripartenza dell’altoforno. Resta dunque da capire se – considerando come il progetto complessivo sia diviso su tre basi, e cioè agroalimentare, logistica portuale e siderurgia – il Piano sarà completo dal punto di vista dei dettagli tecnici. Probabile che sia più dettagliato sui primi due aspetti, in ogni caso dovrà fornire le garanzie di sostenibilità dal punto di vista finanziario, come richiesto da De Vincenti.

Certo, rispetto a un investimento enorme da fare in tempi brevi come prevedeva l’ipotesi di riaccensione dell’altoforno, dal punto di vista economico la nuova prospettiva sembra proporre almeno nella fase di avvio costi più ragionevoli. Perché il tema non è quello delle potenzialità economiche in termini assoluti da parte di Rebrab, uno degli uomini più ricchi d’Africa, ma piuttosto la possibilità di muovere ingenti capitali dall’Algeria, per la rigidità delle leggi nel suo Paese.

Situazione fin qui resa più complicata dai difficili rapporti tra Rebrab e il governo algerino. E’ di questi giorni però una schiarita, che potrebbe avere importanti riflessi anche sugli investimenti nella ex Lucchini. L’anno scorso di questi tempi infatti Rebrab accusò il governo di «bloccare i progetti di sviluppo di Cevital», lasciando il Forum degli imprenditori algerini, provocando così una durissima reazione da parte del ministero dell’Industria e il gelo nei rapporti.

Secondo quando riporta Tsa (Tout sur l’Algerie, il più importante quotidiano digitale algerino) invece in questi giorni c’è stato un improvviso riavvicinamento. Prima il ministro del Commercio, Amara Benyounes, ha visitato la sede centrale di Cevital, a Bejaja – prima volta di un esponente del governo – senza enfatizzare l’assenza di Rebrab, che poteva essere giudicata uno sgarbo, comunque spiegata dai suoi collaboratori «con gli impegni italiani che in questo momento lo tengono spesso fuori dall’Algeria». Quindi lo stesso Benyounes pochi giorni dopo ha invitato Rebrab a intervenire all’assise del commercio estero. In quell’occasione il presidente di Cevital ha ribadito che «per quantità e qualità produttive Cevital ha fatto passare l’Algeria da Paese importatore a esportatore in tutte le sue attività. E’ tempo di liberalizzare l’attività imprenditoriale, che va rispettata per le persone che impiega, la valuta estera che porta, il suo contributo alle entrate fiscali dello Stato». Al termine del suo intervento Rebrab è stato invitato al tavolo dei ministri, dove a lungo ha conversato proprio con Benyounes.

Ieri intanto, vigilia dell’incontro del Mise, il sindaco Giuliani ha spiegato di attendersi «un piano su cui i sindacati e il governo possano cominciare a trattare le condizioni contrattuali e a discutere e a verificare tempistiche e modalità produttive. Tutto questo in vista della firma definitiva che ci auguriamo avvenga il prima possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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