Toscana
Cevital: "300 milioni per la nuova acciaieria"
L'annuncio al Mise, ma il Piano industriale manca ancora di molti dettagli. Il Governo concede altri 20 giorni
PIOMBINO. Altri 20 giorni di tempo per preparare un Piano industriale dettagliato, con la firma del contratto definitivo d’acquisto che slitta alla fine di maggio, ma un passo avanti nella precisazione di tempi e investimenti alla ex Lucchini: questo il risultato dell’incontro di giovedì pomeriggio al Mise, in cui Cevital ha presentato qualche elemento in più sui suoi programmi di ripresa della siderurgia alla ex Lucchini, tali comunque da produrre una nuova apertura di credito da parte del Governo e del sindacato, in modo da far partire lunedì 13 la trattativa su occupazione e accordi aziendali con l’obiettivo di raggiungere il prima possibile un accordo che tenga in piedi i contratti di solidarietà.
Il presidente di Cevital, Issad Rebrab, e l’amministratore delegato Farid Tidjani, hanno presentato in una ventina di pagine il loro progetto al viceministro Claudio De Vincenti, che proprio giovedì Matteo Renzi ha nominato nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ma che potrebbe mantenere – almeno per un periodo – la delega dello Sviluppo economico.
Rispetto alla parte siderurgica, Tidjani ha illustrato i progetti che in pratica sono quelli più volte annunciati, accompagnati però dalla quantificazione dell’investimento (circa 300 milioni) e dalla previsione dei tempi per la loro realizzazione: quindi 17 milioni andranno subito per un revamping dei treni di laminazione, poi dopo la firma del contratto definitivo Tidjani ha spiegato che verrà effettuato l’ordine per il primo forno elettrico, da realizzare in Padule con 115 milioni d’investimento, mentre durante questi lavori verrà ordinato il secondo forno elettrico per il completamenti dei lavori nella nuova acciaieria, con altri 166 milioni di investimento complessivo che, secondo Cevital, dovrebbe consentire entro il 2017 di far ripartire l’acciaieria fino a produrre due milioni di tonnellate al’anno.
Per il resto il cronoprogramma resta quello noto: dopo la firma del contratto via allo smantellamento della vecchia area a caldo, in modo da poter partire con l’impianto agroalimentare entro l’anno prossimo.
E’ stato il commissario Piero Nardi a precisare al governo la necessità di concedere al Gruppo algerino un altro breve periodo per approfondire i dettagli di un piano su cui evidentemente si è lavorato solo negli ultimi giorni, dopo la marcia indietro sul progetto dell’altoforno.
Il viceministro De Vincenti peraltro ha posto varie domande sulla sostenibilità finanziaria dei vari passaggi, mostrandosi soddisfatto per l’impianto complessivo del progetto Cevital, concedendo così un nuovo periodo di tempo in modo da perfezionare il Piano industriale.
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