Attenzione
Sanità elettronica, il test parte dall’Elba
Via libera al piano da 1,3 milioni di euro: l’assistenza sanitaria ripensata con tecnologia, telemedicina e reti tra ospedali
PORTOFERRAIO. Più tecnologia, maggiore condivisione dei dati dei pazienti. E un ricorso sistematizzato alla telemedicina che, secondo quanto assicura l’azienda, non impoverirà il personale medico in ospedale e su un territorio considerato disagiato in quanto insulare. Quindi la messa in rete del penitenziario di Porto Azzurro e un investimento cospicuo in una nuova camera iperbarica. Tutto questo con un obiettivo chiaro: far viaggiare di più le informazioni sanitarie e meno i pazienti. Sono queste le linee principali del progetto “Oasi - E-Health” per l’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nell’Isola d’Elba e Capraia.
Il progetto pilota, elaborato dall’Asl 6, ha ottenuto il via libera della giunta della Regione che con una delibera approvata il 31 marzo ed è in larga parte finanziato - per 1,3 milioni di euro - dal Ministero della Salute. La Toscana, con il Veneto e la Sicilia, è una delle tre regioni scelte per sperimentare un nuovo sistema di assistenza sanitaria nelle aree disagiate. La Regione e l’Asl hanno scelto l’Elba e Capraia come luoghi dove poter elaborare un nuovo modello, basato su una miglior collegamento tra ospedale e territorio, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie.
Più condivisione. «Non si tratta del progetto che abbiamo proposto noi sindaci, ma comprende diversi dei punti che abbiamo chiesto a gran voce – commenta il vice presidente della Conferenza zona dei sindaci, Anna Bulgaresi – la delibera della Regione anticipa parte delle risorse finanziate dal Ministero, credo si possa parlare di un buon passo avanti. E, forse, del primo progetto che tiene veramente conto delle esigenze particolari legate all’insularità».
Il principale obiettivo generale del progetto pilota consiste nel miglioramento della cooperazione tra i diversi presìdi ospedalieri e territoriali delle due isole e del resto dell’azienda. E lo strumento scelto è il ricorso a prestazioni e servizi in e-health (salute elettronica): investimenti cospicui dal punto di vista delle infrastrutture e delle reti informatiche consentiranno più condivisione dei dati clinici da parte delle strutture aziendali/regionali, la tracciabilità dei percorsi in tutte le loro fasi, l’acquisizione e trasmissione di dati con i dispositivi medici presenti sul territorio, l’integrazione tra il sistema ospedaliero, territoriale, penitenziario e dell’emergenza.
Il “nodo” Elba. Una nuova organizzazione dei servizi che comprenda anche strutture e servizi fuori dall’isola. Il progetto Oasi pone il “nodo” Elba come parte di un sistema ampio, in cui siano coinvolte tutte le strutture dell’Asl. Una rete, non intesa prettamente come rete territoriale con Piombino, bensì un sistema di condivisione di dati e informazioni sanitarie.
Sanità elettronica. Per fare questo il progetto Oasi prevede investimenti concreti per le infrastrutture e le dotazioni informatiche. Si lavorerà con cartelle cliniche elettroniche, tele consulto con i presìdi continentali e gestione condivise delle agende. «Il ricorso alla telemedicina non comporterà la diminuzione del personale medico che, al contrario, sarà formato e qualificato per questo tipo di tecnologie», assicura il responsabile di zona dell’Asl, Gianni Donigaglia.
Gli investimenti. Il progetto dell’Asl prevede interventi dal punto di vista delle strutture e infrastrutture. Tra questi il rifacimento della camera iperbarica (300mila euro dal Ministero, 150mila dall’azienda), che e la messa in rete del penitenziario di Porto Azzurro. La riqualificazione tecnologica riguarderà la rete informatica che sarà notevolmente potenziata , nonché l’acquisto di dispositivi e software per migliorare dal punto di vista tecnico la raccolta e trasmissione dei dati dei pazienti. Saranno acquistati defibrillatori da posizionare nei traghetti e saranno portati a termine percorsi di formazione per il personale medico e perfezionata la Rete Ima (infarto miocardio acuto) con un investimento di 110mila euro. In tutto il progetto (compresi gli interventi su Capraia per la realizzazione di una rete di dati e di un punto salute) conta su un finanziamento ministeriale di circa 1,3 milioni di euro, a cui si aggiungono 642.000 di stanziamento aziendale.
«Se vuoi tenere i servizi – commenta il responsabile di zona dell’Asl 6 Gianni Donigalia – devi portare qualche idea nuova. Siamo certi che quello approvato sia un progetto importante che qualifica i servizi dell’ospedale e del territorio con l’utilizzo di sistemi innovativi, così come qualifica lo stesso personale delle nostre strutture».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google