Gioco
Piombino trionfa di nuovo a Los Angeles
Regia e colonna sonora: altri due Oscar per Andrea Camerini e Grezzofilm, la folle casa di produzione nata a Baratti
PIOMBINO. Piombino trionfa ancora a Los Angeles. Dopo il successo riscosso (cinque premi vinti) nel 2013 con Aglien, serie a puntate, parodia del capolavoro di fantascienza di Ridley Scott, Andrea Camerini conquista altri riconoscimenti al La Web Festival, prima manifestazione al mondo dedicata alla produzione web serie, ovvero a lavori di fiction realizzati per la fruizione via web o su dispositivi mobili.
Stavolta non è stata l’astronave Nostronzo a stregare gli americani, ma la produzione di Grezzofilm, con tutti i relativi cortometraggi, anche in questo caso esempio geniale di imitazione comica di alcuni tra i più famosi film al mondo. Da Dragola a Lezzioni di piano, da Sciaining a Ranbo, da Bler uic proget a Breivart, e altro ancora, per una serie di titoli labronicamente storpiati che danno subito il senso di comica parodia di cui si fanno portatori.
Miglior regia e miglior colonna sonora i due Oscar del web vinti dalla folle casa di produzione targata Val di Cornia, oltre al premio speciale riconosciuto dal festival di Seoul, il Koweb Fest, ad alcune series, compresa appunto quella di Camerini, che di fatto guida la Grezzofilm in concorso anche in Corea del Sud.
Ha portato quindi decisamente bene l’evento organizzato a Piombino lo scorso 26 marzo al teatro Metropolitan per celebrare i 15 anni dell’assurda casa di produzione nata a cresciuta a Baratti. Uno spettacolo che ha visto Camerini, insieme a Marco Conte e Cristiano Militello, fare il pieno di risate e di applausi, grazie a una comicità esilarante che si diverte a prendere in giro in modo brillante cinema, televisione e non solo. Il tutto facendo leva sulle caratteristiche filologiche dell’essere livornese.
Los Angeles è lontana, ma non è mai stata così vicina per il popolo di Facebook che ha potuto seguire da vicino l’avventura negli Stati Uniti del disegnatore, regista, autore e tanto altro ancora, che ha pubblicato sul web fotografie, aneddoti e notizie targate Usa. Altrettanto presente e calorosa è stata la risposta degli amici e fan che tra battute e complimenti sono stati un ulteriore riconoscimento al folle babbo di Grezzofilm.
«Che dire, soggiorno fantastico, anche se mi è mancato il cacciucco di mamma – afferma Andrea Camerini – Qui non lo fanno o, al massimo, ci metterebbero il ketchup. Rispetto a due anni fa questa volta ho avuto modo di stare un po’ di più e di vedere anche la città e non solo i muri del festival. Alle proiezioni ci son state tante reazioni; risate e applausi che mi han fatto capire che i rutti son internazionali e li capiscono tutti. In più, in tantissimi mi han fatto ancora i complimenti per Aglien, la serie con la quale avevo già vinto due edizioni fa e che è rimasta nel cuore degli addetti ai lavori del festival. Insomma, mi sono sentito davvero a casa».
«L’emozione è stata tanta al momento della proiezione con il primo corto Dragola – prosegue Camerini, protagonista anche di un dibattito all’interno del festival – Il primo lavoro, io e Marco Conte sul grande schermo, applausi, insomma, tanta roba. Alla conferenza poi le comiche. Ho fatto abbastanza il cretino, anche per vivacizzare il dibattito. Fortunatamente parlo l’inglese un po’ meglio di Renzi, quanto basta per rispondere alla domanda della moderatrice americana che chiedeva se il linguaggio fosse un problema al momento della partecipazione a un festival internazionale. Ho risposto spiegando che io ho il doppio problema del linguaggio, visto che non sono solo italiano, ma sono pure toscano e quindi ho il problema di tradurre “maremma maiala” (giuro, ho detto proprio così) e anche “boia dé”. Hanno riso, si vede che ormai siamo internazionali».
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