Lutto
«I sindaci possono pagare il radar anti voragini»
RIO NELL’ELBA. «I sindaci elbani con parte della tassa di sbarco finanzino il rinnovo del contratto con l’Università di Scienze della Terra di Firenze scaduto, per continuare il monitoraggio del...
RIO NELL’ELBA. «I sindaci elbani con parte della tassa di sbarco finanzino il rinnovo del contratto con l’Università di Scienze della Terra di Firenze scaduto, per continuare il monitoraggio del fenomeno delle voragini al Piano». È quanto chiede il capogruppo di minoranza consiliare a Rio nell’Elba, Pino Coluccia dopo che il geologo Nicola Casagli, responsabile dell’attività di monitoraggio, ha annunciato di voler staccare il radar. Lo staff universitario, infatti, sta lavorando gratuitamente da mesi, dal momento che è dallo scorso giugno che il contratto con la Provincia, giunto a scadenza, non è stato rinnovato.
«I sindaci – insiste Caluccia – avevano impegnato 200.000 euro, come disponibilità dichiarata in soccorso all'emergenza Piano per lo studio, ma dal momento che lo ha finanziato la Regione, contribuiscano anche loro con questa somma. Vogliamo ricordare ai sindaci che è interesse di tutta l'Elba far uscire la situazione del Piano dall'emergenza per le implicazioni strategiche che le infrastrutture e gli impianti collocati in quella zona hanno sull'economia turistica e per tutta la società elbana (porti di collegamento marittimo di Cavo e Rio Marina, pozzi di emungimento e condotta di alimentazione idrica, stazione di arrivo dal continente e smistamento sull'isola dell' energia elettrica )». Secondo il consigliere di minoranza la tassa di sbarco deve essere un «fondo per fronteggiare situazioni di emergenza con interesse generale di questo tipo e di solidarietà tra le comunità dell'isola – aggiunge Coluccia – certe dichiarazioni elettoralistiche del sindaco Ruggero Barbetti, sulla presunta "matrignità" della Regione, poi smentite dal finanziamento della giunta regionale, non vorrei si dovessero rivolgere ora allo stesso sindaco di Capoliveri».
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