Sicurezza
Un nuovo approdo in dodici mesi
Il sindaco Simoni: «Vogliamo ospitare più barche e riordinare il tutto». Molo più lungo e altri due campi boe
PORTO AZZURRO. Dodici mesi per il piano del porto, destinato a trasformare in maniera radicale l'approdo turistico di Porto Azzurro.
È il tempo che il Comune intende darsi per portare a termine il percorso urbanistico per la riqualificazione e l'ampliamento della ricettività dell'approdo, attraverso la modifica al piano strutturale e al regolamento urbanistico e la definizione del piano regolatore portuale.
Il 24 marzo scorso il consiglio comunale ha approvato (il solo consigliere di minoranza Massimo Correani ha votato contro) l'avvio del procedimento urbanistico per la ridefinizione del porto.
Un procedimento preparato da mesi dall'amministrazione comunale, con il sindaco che ha tenuto più incontri con la Regione Toscana.
Il percorso, per intendersi, è identico a quello intrapreso (e ancora in corso) dal Comune di Marciana Marina: l'Amministrazione, avviando il procedimento, intende andare incontro agli obiettivo fissati dal Master Plan “La rete dei porti toscani”, parte integrante del Pit vigente.
«È un percorso che avremmo dovuto attivare già da tempo - commenta il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni - e che purtroppo dovremo affrontare in una situazione non semplice dal punto di vista finanziario, dal momento che è ancora aperto il contenzioso con la Corte dei Conti. Inutile dire quanto sia strategica la riqualificazione dell'approdo turistico per il nostro paese. L'idea è portare a termine il percorso urbanistico, approvare il piano. E procedere alla realizzazione dell'opera attraverso un project financing e la messa a bando di una gestione pluriennale, quando il porto sarà riqualificato».
Più posti barca. Il percorso urbanistico che porterà all'approvazione del piano del porto sarà seguito da Enzo Bertelli, responsabile dell'area tecnica del Comune di Porto Azzurro, a cui si aggiungeranno altri professionisti.
«Come metodo lavoreremo su diverse ipotesi progettuali - racconta il sindaco Simoni - ma sono già chiari alcuni obiettivi che dovremo perseguire».
Tra questi il principale è l'ampliamento della ricettività dell'approdo con la previsione di due campi boe destinati ai residenti e alle piccole imbarcazioni, una a Barbarossa e una a Mola, in modo da poter sfruttare a pieno la capienza dell'approdo per la nautica dei turisti.
«Il porto sarà riqualificato dal punto di vista funzionale e strutturale, valuteremo la previsione di un allungamento della diga foranea che ospiterà bagni pubblici, yacht club e la torretta di controllo. L'idea è quella di spostare anche il distributore di carburante in testa al molo».
La preparazione. Dodici mesi, insomma, per dotare Porto azzurro di uno strumento urbanistico definito. Una base per realizzare una nuova infrastruttura.
Nel frattempo il Comune si è mosso, ottenendo l'assegnazione dello specchio acqueo e predisponendo - entro pochi giorni - la nuova gara per la gestione dell'approdo fino al 31 dicembre del 2016.
«In quella data contiamo di poter avere un'infrastruttura nuova - spiega il sindaco - in modo da poter procedere a una gara per un'assegnazione pluriennale del nuovo porto».
La novità di quest'anno consiste nel posizionamento di nuovi pontili presi a nolo nello specchio acqueo tra i due ristoranti che si affacciano sul porto, che saranno utilizzati a scopo sociale (residenti, mezzi della capitaneria e di soccorso, associazioni etc.).
Non stiamo parlando dei pontili galleggianti che il Comune ha cercato di alienare per anni, peraltro riuscendoci, dal momento che sono stati venduti nei giorni scorsi.
Minoranza scettica. L'attivazione del percorso per il nuovo piano del porto non è stata votata dal consigliere di Vivere Porto Azzurro Massimo Correani.
«Si tratta di un obiettivo che arriva dopo venti anni e non tiene conto delle promesse fatte in campagna ellettorale - ha detto durante il consiglio comunale - la passeggiata a mare, ad esempio, si è trasformata in una pista ciclo pedonale. Le relazioni tecniche, ben fatte, prevedono interventi che dubito possano essere realizzati viste le condizioni finanziarie del Comune. Questo piano costa milioni: è fatto benissimo ma, onestamente, è difficilmente realizzabile».
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