La protesta
Volontari di Legambiente in difesa delle dune
Via ai campi di lavoro nell’area e nelle strutture dell’ex Essenza di Lacona, acquistate dal Parco dopo anni di battaglie degli ambientalisti
LACONA. Un presidio ambientale costante. Con un obiettivo chiaro: difendere le dune di Lacona, l’ultimo esempio di dune naturali presenti nell’Arcipelago toscano.
Un simbolo della biodiversità che ha resistito all’erosione costiera, al sovraffollamento estivo della spiaggia e alla tentazione di una nuova privatizzazione. Saranno i volontari dell’associazione Legambiente a sorvegliare notte e giorno l’area delle dune, tenendo vivo fino a tutto il mese di settembre un punto di informazione nel bazar del complesso ex Essenza e occupandosi della pulizia e della sorveglianza attiva della spiaggia e della pineta, dove ad agosto saranno installate dal Parco anche le telecamere di videosorveglianza.
Ieri, sulla spiaggia di Lacona, si è tenuta la conferenza stampa nel quale si è illustrato il progetto, alla presenze di esponenti del Parco, del Comune di Capoliveri e dell’associazione Legambiente Arcipelago toscano e del comandante del Corpo Forestale Iacopo Mori.
Lavoro e ambiente. Il primo campo di lavoro organizzato da Legambiente è scattato il 1 aprile. Quattro volontari si stanno occupando della pulizia dell’area delle dune, con la collaborazione di Esa. A Pasquetta daranno vita a due visite guidate nell’area delle dune, con l’obiettivo di far conoscere a residenti e turisti l’importanza del sistema dunale per la spiaggia di Lacona. «Non sono le dune di Legambiente, sia chiaro – ha spiegato il responsabile della comunicazione di Legambiente, Umberto Mazzantini – ma sono le dune del comune di Capoliveri, del Parco e di tutti i cittadini e turisti che amano la natura e vengono qui a trascorrere le vacanze». Nei mesi è previsto un intensificarsi delle attività con altri cinque campi di volontariato di 10-15 giorni, tra giugno e settembre, che porteranno sull'isola più di 50 ragazzi provenienti da tutta Italia e dall'estero.
Il tormentone. Quella delle dune di Lacona è una storia lunghissima, come ha ricordato il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti. «Tutto partì 12 anni fa – ha raccontato Barbetti – ricordo l’impegno del comitato Amici delle Dune e ricordo come si sbloccò la vicenda, quando proposi di andare a richiedere al ministero quei 5 milioni finanziati per la sede del Parco alla Teseo Tesei, progetto che poi non andò in porto. Con l’arrivo del presidente Sammuri la situazione si è sbloccata e l’area delle dune sono tornate in mano al Parco. Sono convinto che Legambiente farà un buon lavoro in questa zona. E di certo potrà contare sulla comunità e sugli operatori laconesi che sono i primi ad avere a cuore la tutela del loro territorio».
Il passaggio dell’area delle dune e del complesso dell’ex Essenza è avvenuto ufficialmente nell’autunno del 2014, dopo anni di battaglie con in prima fila gli “Amici delle dune”, Legambiente e Italia Nostra. I beni erano finiti all’asta, in seguito al fallimento dell’ex proprietà dell’Essenza. La strada per ottenere di nuovo le strutture e i terreni è stata lunghissima. «Ora abbiamo un’occasione fantastica per far vedere nella pratica cosa diciamo da anni circa il nostro ambiente», ha commentato il presidente di Legambiente, Maria Frangioni.
Il progetto. È stato il direttore del Parco, Franca Zanichelli, a spiegare dettagliatamente il progetto per le dune di Lacona. Il Parco (per questo ha incaricato il Parco della Maremma) intende approvare a breve un progetto per la riqualificazione funzionale delle strutture dell’ex Essenza, dove sorgerà un centro di educazione ambientale. Ad agosto daranno montate le telecamere.
Mentre saranno delimitati ed evidenziati i percorsi a tutela delle dune, con i volontari di Legambiente che lavoreranno al punto informativo, al fine di sensibilizzare e informare i bagnanti sulla necessità di tutela delle dune. «I volontari si occuperanno della pulizia e della sorveglianza – spiega Federica Andreucci di Legambiente – e in caso di comportamenti scorretti ricorderanno le regole da rispettare e, in caso, segnaleranno l’accaduto alle forze dell’ordine».
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