Il Tirreno

PIANO DELLA COSTA

Capo d’Arco, il Tar dà ragione al Comune

Una veduta di capo d'Arco
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Una veduta di capo d'Arco

Rio Marina: respinto il ricorso del consorzio che impugnò il piano particolareggiato dell’era Bosi

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RIO MARINA. Ci sono voluti sette anni, ma alla fine il Tar di Firenze ha dato ragione al Comune di Rio Marina riguardo al piano particolareggiato di iniziativa pubblica riguardante il comprensorio turistico di Capo d’Arco. I giudici amministrativi hanno infatti respinto il ricorso presentato dal Consorzio servizi Capo d’Arco srl, contro il Comune di Rio Marina e l’Immobiliare Capo d’Arco, la società individuata dal Comune per la realizzazione dell’intervento urbanistico. Il Tar, rigettando il ricorso presentato, ha inoltre condannato il consorzio ricorrente a pagare le spese processuali, da liquidare con 3.000 euro a favore del Comune e altrettanti all’Immobiliare Capo d’Arco.


Con il ricorso, notificato nel dicembre del 2008, il consorzio ha impugnato il piano particolareggiato di iniziativa pubblica approvato dall’amministrazione di Rio Marina, guidata all’epoca dal sindaco Francesco Bosi. Un piano che sostituiva un precedente piano di iniziativa privata, approvato nel 2002 ma successivamente annullato in via di autotutela. La società ricorrente ha affidato el proprie «doglianze – si legge nel testo della sentenza del Tar – a cinque articolati motivi di diritto. Quindi concludeva per l’annullamento del provvedimento impugnato e di ogni altro presupposto». Il Consorzio ha esteso l’impugnazione alla convenzione stipulata tra il Comune di rio Marina e l’Immobiliare Capo d’Arco, soggetto attuatore del piano particolareggiato e ai titoli edificatori rilasciati dal Comune di Rio Marina per la realizzazione delle opere. Il Comune di Rio Marina si è costituito in giudizio, così come la controinteressata Immobiliare Capo d’Arco. A distanza di anni i giudici del Tar hanno analizzato e ritenuto infondate le censure della società ricorrente.


«La sentenza costituisce motivo di viva soddisfazione per l'amministrazione e per tutti i tecnici, che con grande professionalità, hanno concorso alle scelte urbanistiche degli ultimi anni – ha commentato l’ex sindaco Francesco Bosi con una nota diffusa ieri – La lettura di questa sentenza, che fa proprie le ragioni del Comune, già ribadite con altre sentenze anche del Consiglio di Stato, è assai istruttiva perché contesta, con attenta analisi, tutti i cavalli di battaglia che, nell'arco di quasi 10 anni, hanno caratterizzato un'opposizione, quasi ideologica, ad ogni idea di sviluppo».
 

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