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giannoni replica

«Teleriscaldamento, solo due non hanno pagato il canone»

MONTEVERDI. Visita di buon mattino (come ogni giorno) alla tomba della figlia Michela , consiglio comunale alle 8, a seguire qualche pratica da sbrigare in ufficio, poi via in auto per una riunione...

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MONTEVERDI. Visita di buon mattino (come ogni giorno) alla tomba della figlia Michela , consiglio comunale alle 8, a seguire qualche pratica da sbrigare in ufficio, poi via in auto per una riunione all’altro capo della provincia: la giornata del sindaco di Monteverdi Carlo Giannoni non prevede pause fino a sera. Questa volta, a causa di un incontro fuori sede cancellato all’ultimo minuto, la sua giornata finisce nel tardo pomeriggio in via Maremmana, all’interno del cantiere dove da qualche mese, insieme a parenti ed amici stretti, sta realizzando la villetta che Michela (era geometra), aveva progettato per sé, il marito Francesco e la piccola Sofia prima di soccombere, in pochi mesi, ad un male inarrestabile.

«Questi della minoranza – attacca saltando dall’impalcatura – proprio non vogliono capire. Dicono che il 50% non paga il teleriscaldamento: è falso. Al 1° marzo erano soltanto 7 gli utenti scoperti: 2 amministrazione pubbliche a cui la bolletta era stata inviata a un indirizzo sbagliato; 3 per disguidi postali. Tutti risolti. Soltanto 2 non avevano pagato: li abbiamo chiamati in Comune e si è concordato un rientro rateizzato». Intanto a capo della gestione del teleriscaldamento c’è un nuovo presidente dopo Giannoni: è il commercialista Marco Nuti, del collegio sindacale di Ges, la società che gestisce l’impianto di Pomarance e fornisce manutenzioni alla rete di Monteverdi. Altra questione sollevata dalla minoranza: il debito con Enel dopo il fallimento del progetto eolico sul Monte Canneto. «Il capo della minoranza dovrebbe sapere come stanno le cose: quando si è fatta la convenzione con Enel, per ottenere le anticipazioni sulle future royalties, egli era il ragioniere capo del nostro comune, ed era con me a Roma quando siamo andati alla firma con il presidente dell’Ente. Tutti sapevamo che si trattava di un anticipo, da restituire con interessi se l’Eolico non fosse andato in porto. Come ho già spiegato in risposta ad una interpellanza, oggi l’Enel riconosce al Comune un “abbuono” di un milione, il restante milione più 600 mila euro di interessi saranno così restituiti: 35.000 euro per 6 anni scalati dai contributi Enel per la geotermia, i restanti n quote di 105.000 euro per 14 anni, i cittadini non corrono alcun rischio. Se la minoranza vuol mettere zizzania fra i cittadini, ha sbagliato sistema, i cittadini di Monteverdi mostrano di essere più maturi della minoranza». E le altre accuse, signor sindaco? Per esempio le residenze facil”? «La minoranza dovrebbe guardare in casa propria…» . (g.p.)

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