Il Tirreno

Esposto ai garanti regionali «Il voto non è stato regolare»

L’avvocato Kety Pini, membro della commissione provinciale, scrive a Firenze: «Hanno partecipato anche membri non eletti, è contro lo statuto»

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PIOMBINO. Firenze lascerà qualche giorno di tempo alla federazione della Val di Cornia per trovare il terzo candidato. Ma altri problemi emergono. L’avvocato sanvincenzino Kety Pini, membro della commissione di garanzia del Pd, ha infatti inviato un esposto alla commissione regionale ipotizzando irregolarità nel voto di lunedì.

«Presente alla direzione - scrive - ho potuto accertare come tra i membri chiamati ad esprimere il proprio voto vi fossero ben cinque membri cooptati (Giovanni Muoio, Claudio Capuano, Rinaldo Barsotti, Paolo Foti e Mario Giannullo) mai sottoposti alla votazione dell’assemblea, in violazione dell'art. 13 dello statuto regionale. Fra l’altro Rinaldo Barsotti ricopre il ruolo di presidente della commissione garanzia della Federazione Val di Cornia Elba e Paolo Foti è stato l'autore di altro gravissimo episodio avvenuto in sede di raccolta delle firme per le candidature». La Pini ha infatti notato che una firma per Anselmi era apocrifa. «L'autore della falsa sottoscrizione è stato identificato, anche per sua stessa ammissione, proprio nella persona del signor Paolo Foti che, nella piena noncuranza di quanto accaduto, è stato oltretutto cooptato come membro del direttivo».

Poi l’avvocato ricostruisce la votazione di lunedì. «Dopo la relazione del segretario di Federazione e la presentazione della lista dei candidati, il segretario stesso ha tentato, anche poco velatamente, di impedire il dibattito tanto è vero che voleva procedere alla votazione prima della discussione giustificando il tutto con la necessità di garantire il rientro dei membri dell'Elba. In un clima che si era già fatto incandescente, la candidata Carla Maestrini dichiarava di ritirare la propria candidatura e, ciò nonostante, il segretario dava disposizioni perché si procedesse alla votazione su una lista che, a quel punto, non era più quella oggetto di presentazione da parte del segretario. E al momento della votazione nessuno ha provveduto a rilevare le effettive presenze e la votazione è avvenuta per alzata di mano rendendo così impossibile constatare la legittimazione di chi procedeva al voto stesso. L'appello e la chiamata nominale sarebbero stati ancora più necessari a fronte del caos creatosi nella sala soprattutto per l'abbandono, in simultanea, di un certo numero di membri che nessuno si è preso cura di registrare. Per quanto sopra ritengo indispensabile procedere ad una dettagliata verifica dei contenuti del verbale redatto in sede di direzione per cui ho già provveduto a richiedere copia alla federazione».

A Kety Pini replica Giovanni Muoio: «Premesso che la Pini in direzione non poteva esserci, i membri cooptati devono essere comunicati in direzione e non in assemblea. E questo è avvenuto. I votanti sono stati identificati con cartellini. Erano 53 all’inizio, 59 a fine relazione del segretario, 50 al momento del voto. E sono stati contati da due persone: 48 sono stati i voti a favore, uno contrario, uno astenuto. Non c’è stata alcuna irregolarità».

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