Sicurezza
Hashish da Torino all'Elba, cinque arresti della Finanza
Le indagini scattate dopo l'operazione nelle scuole e il sequestro, lo scorso novembre, di diciannove chili di hashish
PORTOFERRAIO. Operazione antidroga condotta dai finanzieri della Compagnia di Portoferraio. A finire in carcere nella mattinata di lunedì 30 (la Finanza ha reso nota l'operazione solo martedì 31) sono quattro persone italiane, di cui due residenti in provincia di Torino e due all’Isola d’Elba, Michele Rago di 35 anni residente a Capoliveri e Marco Ferretti di 37 anni di Portoferraio. L’obbligo di dimora è scattato ai danni di Marco Montanelli, 36 anni di Portoferraio che era stato arrestato dalla Finanza lo scorso novembre, perché trovato in possesso di 19 chili di hashish.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Livorno dott. Antonio Pirato.
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Le indagini sono state condotte per tutto il 2014 sotto la direzione del sostituto procuratore della Procura di Livorno Fiorenza Marrara. L’articolata attività ha tratto origine da un’altra indagine condotta dalle Fiamme gialle elbane alla fine del 2012 e protrattasi per tutto il 2013 conducendo ad acclarare una preoccupante e sistematica attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish presso scuole superiori di Portoferraio.
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Il costante monitoraggio dei soggetti sospettati ha consentito di ricostruire il canale di approvvigionamento dello stupefacente ed i ruoli rivestiti nell’ambito del gruppo dai singoli personaggi, grazie anche all’aiuto di indagini tecniche. Il sistema per eludere eventuali controlli consisteva nell’occultare l’hashish nelle ruote di scorta delle macchine utilizzate per il trasporto della droga da Torino all’Elba.
Una volta giunto sull’isola, l'hashish veniva estratto dalle ruote e custodito in un luogo ritenuto sicuro prima del successivo spaccio. Il primo arresto risale al novembre del 2014, quando uno dei cinque è stato fermato con circa 19 kg di hashish. Le indagini sono proseguite in questi mesi e sono state chiuse con gli arresti in serie di lunedì. Le attività investigative sono servite per accertare come con le stesse modalità alcuni degli indagati nel periodo da marzo a luglio 2014 hanno portato sull’isola ulteriori 20 kg di sostanza stupefacente.
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