Il Tirreno

È scontro in Consiglio sulla Villa delle Grotte

La maggioranza vota l’adesione alla Fondazione, ma l’opposizione esce dall’aula «Manca il parere di regolarità contabile, questa delibera non è legittima»

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PORTOFERRAIO. I consiglieri di minoranza si sono alzati e sono usciti dall’aula. «Non votiamo una delibera che per quanto ci riguarda non è legittima». Così sono stati i soli consiglieri di maggioranza, all’unanimità, a dare il via libera all’adesione del Comune di Portoferraio alla Fondazione della Villa romana delle Grotte. Un passo importante per il futuro del sito archeologico, ma che spacca in due il consiglio comunale. E solleva polemiche che, peraltro, non sono mancate anche per gli altri punti all’ordine del giorno del consiglio di ieri mattina, conclusosi con l’uscita dall’aula del sindaco Mario Ferrari, del vice Roberto Marini e del segretario generale Michele Pinzuti.

Ma torniamo alla Villa romana. A prendere la parola è stata la consigliere di minoranza Antonella Giuzio che ha messo in fila tutte le perplessità sulla scelta di aderire alla Fondazione, messa in campo dall’amministrazione Ferrari. «La Villa è tornata in condizioni di assoluto degrado – ha spiegato Antonella Giuzio – come si farà ad aprire in tempo per la stagione turistica? E, soprattutto, che fine ha fatto la soluzione del comodato d’uso che fino a pochi giorni fa sembrava nel cassetto? Dopo quattro mesi si parla di adesione, di approvazione di uno statuto datato. Non si capisce come sarà gestito il bene, chi nominerà e con quali criteri i consiglieri di amministrazione. Ma soprattutto si decide di entrare in una Fondazione, quando le amministrazioni sono chiamate a dismettere le partecipazioni». Per la minoranza, insomma, c’è poca chiarezza e, soprattutto, c’è un’ombra di illegittimità nella delibera. «Manca il parere di regolarità contabile», ha chiuso Antonella Giuzio. La stessa consigliere di minoranza di Cambiare in Comune, Alessia Del Torto, ha sollevato dei dubbi circa la legittimità della delibera. «Pur condividendo la scelta di aderire alla Fondazione – ha spiegato - a questa delibera manca il parere di regolarità contabile, per questo non poco votarla, bensì uscirò anch’io dall’aula».

La presa di posizione della minoranza è stata ribattuta dal vice sindaco Roberto Marini. «La situazione odierna è frutto di una cattiva gestione della precedente amministrazione – ha spiegato – è evidente come l’anno scorso la Villa è stata riaperta, senza però che sia stata trovata una soluzione in grado di garantire un’apertura duratura. Ci siamo trovati a dover ricostruire i rapporti con la proprietà, che adesso sono eccellenti. Con questo passo restituiamo un senso pubblico al sito archeologico». Una posizione, quella di Marini, che è stata in parte smentita dal sindaco («I rapporti con la proprietà – ha precisato – sono sempre stati difficili, a lungo abbiamo valutato la strada dell’esproprio») e ha fatto arrabbiare i consiglieri di minoranza.

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