La protesta
3Emme, boccata d’ossigeno, arrivano un po’ di arretrati
Firmato il primo accordo per sbloccare una parte dei crediti con la Lucchini. Ora c’è ottimismo sulla possibilità di recuperare il resto della somma
PIOMBINO. Una boccata di ossigeno per i lavoratori della 3Emme con l’accordo trovato martedì con un rappresentante dell’impresa e poi firmato in Confindustria, che sblocca – e assegna direttamente ai lavoratori – una parte dei crediti che l’azienda aveva con la Lucchini: 45mila euro in totale, da dividere per una sessantina di lavoratori, solo una parte dei soldi da avere per stipendi e tredicesima non riscossi.
Meno di mille euro a testa in media, ma comunque sempre qualcosa, e in ogni caso un segnale positivo, che potrebbe portare presto allo sblocco di una parte molto consistente del resto del dovuto, circa 140mila euro, utile quanto meno ad anticipare una parte dei tfr ai lavoratori.
La situazione si è sbloccata martedì mattina con l’arrivo di un rappresentante della 3Emme, che finalmente ha accettato di firmare un verbale d’accordo richiesto dalla Lucchini per dare il via al pagamento della prima rata.
I lavoratori, che si erano riuniti davanti all’Inps in attesa di notizie, hanno avuto la conferma che la 3Emme si era presentata e soprattutto che l’azienda era disposta a firmare il verbale d’accordo, formalizzazione che è stata poi spostata al pomeriggio in Confindustria.
I soldi ora arriveranno – entro il 15 aprile secondo l’accordo – con assegni nominali che i lavoratori potranno ritirare presentandosi alla propria sede sindacale.
Ma il lavoro dei sindacati (ieri con i lavoratori 3Emme e poi alla firma in Condindustria c’erano Luciano Gabrielli, Fiom, Ilaria Landi, della Uil, e Sergio Cardellini, della Fim) ora è teso a sbloccare l’altra parte del credito 3Emme, somma mai pagata da Lucchini all’impresa che si occupava di manutenzione dell’Afo, pe la mancata presentazione del Durc, il documento che attesta la regolarità del versamento dei contributi Inps e Inail.
«E’ un primo passo importante – spiegano i sindacati – anche se sappiamo che non si risolve certo così la situazione di questi lavoratori. Ora però contiamo di riuscire a far loro avere presto tutto il dovuto». Il problema dello sblocco del resto della cifra è legato al fatto che, per la “responsabilità solidale”, come forma di autotutela, la Lucchini tratteneva quela somma nel caso di dover rispondere dei mancati contributi Inps e Inai da parte di 3Emme.
«Ora però – dice il sindacato – abbiamo ragione di ritenere che la cifra di cui eventualmente Lucchini potrebbe essere chiamata a rispondere, sia molto inferiore rispetto ai 140mila euro fermi in cassa per questa ragione. Così ora contiamo nel giro di pochi giorni di risucire a sbloccare questa situazione». Sindacato ottimista anche sui 4 mesi di cassa integrazione ancora da riscuotere, per i quali «si potrebbe arrivare a una soluzione in un paio di settimane».
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