Il Tirreno

LA DROGA DEI DISPERATI NON PASSA MAI

di ALESSANDRO DE GREGORIO

di ALESSANDRO DE GREGORIO Più che il numero degli indagati, più che i quantitativi modesti sequestrati dalla finanza, quel che colpisce (e sconcerta) scorrendo le pagine dell’ultima ordinanza firmata...

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di ALESSANDRO DE GREGORIO

Più che il numero degli indagati, più che i quantitativi modesti sequestrati dalla finanza, quel che colpisce (e sconcerta) scorrendo le pagine dell’ultima ordinanza firmata dal gip Dani sono i nomi dei clienti. Persone conosciute, se non conosciutissime. Alcuni di questi clienti lavorano al pubblico, li vedi tutti i giorni, sono ragazzi e ragazze che ti sorridono e sembrano felici.

Nell’elenco figurano anche ex calciatori, gente cresciuta nello sport, cioè in un ambiente sano che (in teoria) dovrebbe darti e lasciarti a vita gli anticorpi per restare lontano da altri ambienti insani.

Non è moralismo, tutt’altro. E’ proprio sorpresa. Amara. Perché in quelle conversazioni si parla di eroina. La droga dei disperati, del degrado psicofisico. La droga della morte pestilenziale, nauseabonda, in solitudine.

La droga che ne ha sterminati tanti negli anni Settanta, anche a Piombino, quando l’alienazione era l’innesco, l’ignoranza il detonatore e la brown sugar l’esplosivo.

È dunque già una sorpresa apprendere come l’eroina a Piombino giri ancora a certi ritmi. Ma è una sorpresa doppia sapere chi ne fa uso.

E poi c’è il metadone. Perché quelle conversazioni ci dicono anche che le “boccette” non sono solo richieste sul mercato - lo sono sempre state - ma sono piuttosto disponibili. Come escono dal Sert? In quale misura? Un investigatore ci dà la sua spiegazione. E lo sconcerto aumenta.

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