Il Tirreno

«Il nostro parco minerario fra quelli dell’Unesco»

La strategia del sindaco Renzo Galli dopo l’acquisizione delle quote «Vogliamo aumentare ancora il capitale e poi cercare soci privati»

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«Il Parco minerario di Rio Marina tra i geoparchi dell'Unesco». A indicare l'obiettivo è il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli, a pochi giorni dall'acquisto da parte del Comune riese delle quote della società Parco minerario alienate dalla Provincia. Aumento di capitale, nuovo cda e una classificazione diversa del Parco: sono le linee guida a cui il Comune sta lavorando per rilanciare l'area ex mineraria, considerata strategica per un versante in difficoltà, soprattutto dal punto di vista turistico, rispetto agli altri comuni dell'isola.

Nuovi soci. Un aumento di capitale alla pari. È quanto, in questi giorni, l'amministrazione comunale di Rio Marina ha proposto, inviando a tale proposito una lettera, al vicino Comune di Rio nell'Elba e alla Regione Toscana. L'idea è quella di triplicare il capitale attuale della società Parco minerario (circa 30.000 euro), con l'ingresso con quote equivalenti al capitale attuale da parte del Comune di Rio nell'Elba e della Regione. «Stiamo aspettando la risposta - ha commentato il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli - ci sono alcune difficoltà da parte della Regione nell'entrare con nuove quote in una partecipata. Vediamo. Di certo hanno garantito un sostegno economico per il rilancio del Parco». Un Parco che da giorni dispone di un nuovo cda, il cui presidente è Idilio Pisani. Gli altri consiglieri sono Anna Maria Agarini e Giovanni Pratesi dell'Università degli studi di Firenze.

Nuova classificazione. La partita è aperta, dunque. E l'obiettivo comune è il rilancio di un parco minerario in sofferenza da anni. Per questo la società rinnovata sta lavorando per attirare una quota importante di finanziamenti pubblici. Due le strade individuate. La prima consiste nel far classificare il sito minerario riese tra i siti strategici regionali. «È un passo obbligato, una base per poter sperare di attingere a una serie di finanziamenti pubblici, per questo è in corso un ragionamento con la Regione», assicura Galli. La seconda strada, ben più ambiziosa, consiste nell'inserire il Parco minerario nella lista dei "geoparchi" dell'Unesco. «Stiamo lavorando per formare un comitato scientifico composto da responsabili delle università italiane - spiega Galli - l'obiettivo è ambizioso e il risultato non è scontato, ma ci proviamo. Credo che per storia e per ricchezza dei minerali, il parco abbia delle chance».

Sviluppo e privati. La crescita della Parco minerario, secondo Galli, necessita tuttavia di risorse nuove e di progetti seri. Per questo sono aperti due fronti distinti. Da una parte sono stati avviati i contatti con Nomisma, società leader nel settore delle consulenze, che potrebbe collaborare alla creazione di un piano industriale per il sito e per la riqualificazione dei beni in esso compresi. Ma la molla per far ripartire lo sviluppo resta legata all'ingresso di soci privati. Come? «L'idea è quella di dar fondo a un nuovo aumento di capitale con immissione di alcuni beni, per il valore di circa 300.000 euro - spiega Galli - a quel punto l'eventuale ingresso di soci privati dovrà essere calibrato sulla base del nuovo valore della società».

La fondazione. Gli aspetti commerciali della Parco minerario srl saranno scorporati dall'anima culturale della società. L'idea dell'amministrazione consiste nel lasciare nell'ambito della Parco minerario srl la gestione degli aspetti legati alla valorizzazione del sito, bigliettazione, organizzazione delle visite guidate, mentre la parte museale e archivistica sarebbe separata e gestita attraverso una fondazione.

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