Sicurezza
Il commissario Piero Nardi e i 28 mesi di «resistenza»
PIOMBINO. Il colpo di scena dell’annuncio di Cevital sullo stop al progetto dell’altoforno ha ovviamente rafforzato il valore del convegno “Acciaio, nuove sfide”, organizzato dal Comune, in...
PIOMBINO. Il colpo di scena dell’annuncio di Cevital sullo stop al progetto dell’altoforno ha ovviamente rafforzato il valore del convegno “Acciaio, nuove sfide”, organizzato dal Comune, in collaborazione con Siderweb e Associazione italiana di metallurgia.
Ma, al di là della sorpresa Cevital, l’incontro – con la tavola rotonda moderata da Fiorenza Bonetti, di Siderweb – è stato un successo organizzativo (tutto ha funzionato per il meglio, anche nell’accoglienza, curata con professionalità dalle studentesse della seconda e quarta alberghiero dell’Ipc), e qualitativo per il livello degli interventi. Oltre che per l’importanza dei temi emersi, che dovranno essere affrontati.
Come il problema infrastrutturale affrontato da Massimo Giuliani («la 398 è indispensabile per i progetti che sono in campo, e per questo occorre trovare linee di finanziamento»), o quelli tecnici e di mercato puntualizzati da Gianfranco Tosini, dell’Ufficio studi Siderweb («nei prossimi 15 anni la produzione europea dovrà ridursi per la capacità di autoproduzione che avranno i Paesi emergenti»).
Carlo Mapelli, docente di metallurgia al Politecnico di Milano e presidente di Aim, ha incentrato il suo intervento sul preridotto e le sue integrazioni negli impianti più diffusi, spiegando come in un altoforno «la massima percentuale di questa materia prima da poter inserire nella carica è il 20%, mentre nel forno elettrico la percentuale può salire al 30%-40%».
Tema tornato importante quello del preridotto, per il quale Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha ribadito la proposta di realizzarne uno a Piombino. Gozzi peraltro, intervenuto prima dell’annuncio di Farid Tidjani, ha ribadito le proprie perplessità riguardo al progetto di due forni elettrici a Piombino: «In un mercato che soffre già della carenza di rottame e dell’alto costo dell’energia - ha detto - aggiungere ulteriori tensioni sui prezzi potrebbe avere effetti deleteri sui costi produttivi delle acciaierie». Il presidente di Federacciai ha spiegato poi il nuovo progetto dell’associazione, ovvero quello di realizzare un interconnector sul gas, che permetta ai produttori nazionali di operare in condizioni competitive simili rispetto ai concorrenti europei. «C’è la necessità di trovare, per Piombino, una soluzione solidale col resto della siderurgia italiana - ha concluso Gozzi - Vogliamo che si crei un sistema virtuoso che porti benefici a tutto il settore e che non sposti le aree di crisi da una zona all’altra».
Piero Nardi, commissario Lucchini, ha ripercorso la storia dei 28 mesi di amministrazione straordinaria. Lui, regista di un’impresa non comune, quella di aver guidato per oltre due anni la Lucchini portandola dal fallimento all’arrivo di potenziali compratori «seguendo ancora dei clienti», ha raccontato una storia di «vera resistenza, senza un supporto bancario e senza un azionista». Per questo ha ringraziato «il governo, le istituzioni locali, i sindacati e i fornitori che hanno continuato a credere in noi».
Forse l’applauso più caldo della platea, composta da chi sa il ruolo che ha giocato l’Autorità portuale negli ultimi anni, è toccato a Luciano Guerrieri, che ha spiegato come il lavoro «per portare i fondali a meno 20 ci abbia fatto superare molti concorrenti», e come in pochi credessero «che in un anno avremmo quasi completato i lavori del piano regolatore portuale, un caso esemplare, che ha portato interesse e nuove imprese. Abbiamo un milione di metri quadrati di nuove aree e tre chilometri e mezzo di nuove banchine. Ma arriveremo presto a una saturazione, per questo mentre lavoriamo per il presente occorre già pensare al futuro».(cloz)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google