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Slitta di un mese la firma, verso lo stop alla “solidarietà”
PIOMBINO. Per i sindacati la notizia dell’abbandono del progetto Afo è stata una doccia fredda. Il prevedibile slittamento a fine maggio per la firma del contratto definitivo, annunciato da Tidjani,...
PIOMBINO. Per i sindacati la notizia dell’abbandono del progetto Afo è stata una doccia fredda. Il prevedibile slittamento a fine maggio per la firma del contratto definitivo, annunciato da Tidjani, intanto farà interrompere i contratti di solidarietà per i dipendenti ex Lucchini, dando il via alla cassa integrazione. Ma preoccupa in particolare l’indotto, dove la cig è alla fine in molte realtà. Ieri mattina Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato De Vincenti e Giuliani in Comune, poi il segretario della Fiom, Luciano Gabrielli, ha espresso alla platea del convegno la preoccupazione del sindacato: «Il nostro sostegno all’ipotesi di riaccensione dell’Afo non era casuale – ha detto – ora per i lavoratori arriveranno momenti ancora più difficili. Per questo chiedo a tutti, proprietà e istituzioni, di fare il massimo per velocizzare i tempi della firma del contratto definitivo e degli interventi sulle bonifiche, in modo da ridare un po’ di fiducia ai lavoratori e alle imprese».
In una nota Vincenzo Renda, segretario Uilm, spiega la sua delusione: «L’Afo avrebbe consentito di ripartire a breve con l’area a caldo permettendo con più facilità il rinnovo degli ammortizzatori sociali in scadenza. Ora sarà importante, come ribadito anche al viceministro, trovare le soluzioni per traghettare i lavoratori dell’indotto, in un periodo che si prospetta più lungo».
De Vincenti dal canto suo ha garantito il massimo impegno del governo in favore dei lavoratori «in questa fase di transizione. Degli ammortizzatori parleremo lunedì a Roma con Fim, Fiom e Uilm, in una riunione in cui ci saranno anche rappresentanti del ministero del Lavoro».
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