Il Tirreno

«Mio padre, il Che, il comunista più vero: viveva come diceva»

di M. Antonietta Schiavina

Tutto esaurito per l’incontro con la pediatra Aleida Guevara «Tanti bambini muoiono, ma la Chiesa non dice nulla»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Noi cubani non abbiamo grandi ricchezze ma godiamo di una cosa ben più importante che è la dignità. E anche se stanno tentando in tutti i modi di togliercela non permetteremo che questo avvenga...Siamo gente allegra, balliamo, cantiamo e in due minuti riusciamo a organizzare una festa. Siamo fatti così e ne andiamo orgogliosi». Parole decise quelle di Aleida Guevara, figlia del comandante argentino Ernesto, detto il Che, pediatra e allergologa all’ospedale Soler di Avana, medico volontario per due anni in Angola, Nicaragua, Ecuador e impegnata nella politica cubana a vari livelli.

Arrivata a Piombino, a palazzo Appiani, per un incontro intitolato “Ernesto Che Guevara e Papa Francesco, dalla paura alla speranza”(a cura di Rete Radiè Resch, Arci Piombino- Elba, Circolo Interculturale Samarcanda, in collaborazione con Cooperativa sociale Cuore e il patrocinio del Comune), nella sala gremita , nonostante la voce roca e la tosse, Aleida ha parlato per due ore del suo impegno in lotta contro la povertà dei paesi dove i diritti dei più deboli sono calpestati, ma anche di quello di medico.

«Sono stata recentemente a lavorare in Angola – ha detto – e mi sono sentita troppe volte impotente di fronte alla morte di tanti bambini, poiché non avendo le medicine sufficienti per curarli tutti ho dovuto scegliere di salvare solo quelli che avevano più possibilità di vivere». Venendo al tema della giornata la Guevara ha spiegato: «Quando sono venuta in Italia ad inizio marzo e mi hanno parlato dell’argomento su cui si sarebbe dovuta aprire la discussione, ho risposto subito che non ero d'accordo, perché non posso fare paragoni fra il Che e il papa, ma neppure fra gli uomini in generale, dal momento che ognuno è in un certo modo secondo il luogo in cui è nato e cresciuto, l’educazione che ha avuto, le storie che ha vissuto e sta vivendo, nonché il modo di vedere il mondo».

Parlando del padre poi ha aggiunto: «Il comunista più completo che ho conosciuto, un uomo che diceva ciò che pensava e metteva in pratica quello che diceva. Anche papa Francesco dice cose molto belle, che nella pratica però non esistono» ha continuato Aleida che assomiglia al Che sia fisicamente che nel carattere.

«Non sono credente, non ho nessuna religione – ha puntualizzato la pediatra – ma ho visto morire troppi bambini innocenti, mentre la chiesa non faceva niente. E quando ho visitato a Roma i musei vaticani, in mezzo a tanto lusso ho pensato che un solo tappeto di quelle stanze avrebbe potuto salvarne tanti. Scusatemi – ha poi aggiunto, sforzandosi di alzare la voce per farsi sentire da tutto il pubblico in sala – ma per me è difficile pensare che chi ha una fede come quella cattolica possa restare indifferente a tanta ingiustizia e, solo se papa Francesco riuscirà concretamente a cambiare certe regole, potrò dire che il suo modo di praticare le religione è diverso dagli altri». Sollecitata da molte domande Aleida ha parlato ancora di suo padre: «Era prima di tutto umano, ha sempre messo l'interesse del popolo al centro dei suoi pensieri, perché aveva capito che per migliorare la realtà, non bisognava solo cambiare il sistema economico di uno stato, ma anche la mentalità dei ricchi a supporto dei poveri, con cui lui intratteneva un dialogo continuo; cosa che lo mise molte volte contro una certa sinistra intellettuale che non si soffermava sulla realtà del paese. E per far valere le sue teorie, quando fu ministro di Cuba, accorgendosi che la cifra che gli davano era troppo alta, la rifiutò. Mio padre – ha concluso la Guevara – era una persona coerente, autentica, che divideva la concretezza dal pensiero; ma anche un marito e un genitore affettuoso, che mi ha aiutato con l’esempio a diventare la donna che sono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa