Il Tirreno

Si ride al teatro dei Concordi con “L’abito della sposa”

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Pino Strabioli porta in scena una commedia divertente insieme alla pisana Alice Spisa, miglior inteprete del 2013. La regia è di Maurizio Panici (ore 21,30)

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CAMPIGLIA MARITTIMA. Lui è l’ideatore e conduttore di “Prima di Cominciamo bene”, spazio di spettacolo e cultura, per anni la mattina su Raitre; e ultimamente di “Colpo di scena”: otto interviste a grandi protagonisti del teatro, trasmesse l'estate scorsa sempre sul terzo canale Rai e in progetto di replica “la prossima serie avrà novità importanti ancora top secret”. Pino Strabioli, attore, regista, scrittore - l'ultimo libro, Sempre fiori mai un fioraio - Ricordi a tavola -Rizzoli, lo ha scritto a quattro mani con il grande Paolo Poli - sarà questa sera al teatro Concordi con “L'abito della sposa” (ore 21,30), uno spettacolo il cui debutto è avvenuto al festival di Todi nell'agosto scorso (ieri la commedia era a Pontremoli e domani sarà a Monterotondo Marittimo). Un testo divertente- a tratti tenero e nostalgico, scritto da Mario Gelardi, con scene e costumi di Alessandro Chiti, musiche di Paolo Vivaldi, regia di Maurizio Panici-, che vede come partner dell'attore umbro la toscana Alice Spisa, vincitrice nel 2013 del prestigiosissimo premio teatrale Ubu come migliore attrice under 30.

«Una commedia confezionata su misura per me da Gelardi a cui, dopo aver visto un suo spettacolo al teatro Belli di Roma, dissi che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa con lui», confida Strabioli che aggiunge: «Mi mandò un monologo su un sartino napoletano, ma dopo averlo letto, gli spiegai che non avrei potuto recitare in quel dialetto, anche se avevo già lavorato con Marina Confalone e Pupella Maggio, attrici napoletanissime. E allora lui trasformò il testo in uno spettacolo, ambientandolo nel 1963 - l'anno della mia nascita - e inserendovi le mie passioni, soprattutto quelle della memoria; con un riferimento, rivolto al lavoro che ho fatto per molto tempo in tv».

Il suo sartino è pazzo di Rita Pavone... «Ma conosce a memoria anche gli sceneggiati televisivi, dal Mulino del Po in avanti; sa tutto di Mina e di Corrado Pani: è un vero cultore dello spettacolo».

Insieme alla ricamatrice che lavora nel suo laboratorio, il protagonista di “L'abito della sposa” si addentra dunque nella memoria di un periodo della nostra storia italiana.

«E questo mi interessa particolarmente: penso spesso alla condizione dell'uomo, con piccole esistenze calate in un grande disegno di grandi eventi storici»”.

Nello spettacolo si ride molto.

«Sì. Però si ricorda e si vive anche quello che succede fuori dalla sartoria».

La memoria, a quanto pare, per lei è importante.

«Molto. Fa parte delle nostre radici, del nostro vissuto...Il mio personaggio è figlio di un militare (mio padre, fra l'altro, era militare) e parla anche un napoletano un po' imbastardito, perché ha girato le caserme di mezza Italia. Un ruolo che mi si addice perché ho sempre amato giocare sui dialetti».

Lei non si è mai esposto, è sempre stato riservato, ha fatto il suo lavoro a teatro e in tv con impegno e rigore. Non come un divo ma come un impiegato. Questo non l'ha portata sulle pagine delle riviste di gossip, però le ha dato un'immagine di persona di cui ci si può fidare...

Ma il suo rigore proviene da un padre militare?

«Più che altro dal teatro, che impone disciplina, coerenza, senso del dovere. E il pubblico lo sente, con me non ha un legame come si ha con i divi, quelli che hanno fatto il Festival di Sanremo o i grandi numeri, ma un rapporto di nicchia che mi sono costruito e mi ha permesso di resistere a tante stagioni del teatro e della tv, continuando a fare quello in cui credo incuriosendo il pubblico». Incuriosendolo e facendosi amare, tant'è che sul suo nome è nato addirittura un fan club, che ha ben 183 folower e 114.084 visualizzazioni... «Lo ha creato Elena, una donna di Cecina, che mi segue da vent'anni: da quando lavoravo a Tele Montecarlo. Lei sa tutto di me, pubblicizza ogni mio evento, mi telefona almeno una volta alla settimana...».

Verrà a vederla al teatro Concordi?

«Penso proprio di sì. Ormai è un'amica, come del resto lo sono tutti i miei fan, che con il loro affetto mi spingono a continuare in un mestiere difficile ma meraviglioso!»

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