Il Tirreno

«Rifiuti, un’altra mazzata alle aziende»

La denuncia della Cna: una norma del “Milleproroghe” impone costi aggiuntivi per lo smaltimento

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Dopo la Tari, sui rifiuti arriva un’altra mazzata per le imprese: una norma del decreto Milleproroghe rallenta lo smaltimento per molte tipologie di materiali e aumenta i costi.

«Come se non bastassero le onerosissime tariffe della Tari chieste dai Comuni per smaltire quei rifiuti solidi urbani che le ditte nemmeno producono – afferma il direttore Cna Marco Valtriani - ecco un’altra grana piovere sulle imprese sempre a causa dei rifiuti, complice una burocrazia cieca che colpisce in modo indiscriminato e fuori da ogni logica il mondo del lavoro e della produzione. Tutto ciò a causa di una norma contenuta nel decreto competitività entrata in vigore lo scorso 18 febbraio che ha profondamente modificato le regole per la classificazione dei rifiuti. Il risultato è che anche il semplice trasporto di vetro, plastica, ferro o altro prodotto nell’ambito di una demolizione richiede analisi di laboratorio preventive che alzano in modo spropositato i costi delle opere (lo smaltimento risulterebbe venti volte più caro) e rallentano i lavori con tempi fuori da ogni logica».

«Il pasticcio – spiega Dario Talini responsabile dell’area sindacale - è nei cosiddetti codici speculari, praticamente tutti quei rifiuti che, per questa classificazione ambigua, potrebbero in teoria contenere dei residui di inquinanti. Per dimostrare il contrario si è obbligati ad eseguire delle analisi specifiche molto costose. Il contraccolpo è verso tutte le imprese, ma in modo particolare per quelle del comparto delle costruzioni, perché tutti i detriti da demolizione, rientrano in questa fattispecie e quindi, in assenza di analisi, invece di essere inviati a recupero dovranno essere destinati allo smaltimento differenziato oneroso. E già oggi abbiamo un effetto pratico, in quanto tutto il sistema di raccolta e gestione locale è totalmente bloccato senza sapere come uscirne».

«A questo gioco al massacro – riprende Valtriani - la Cna ha da tempo detto un “no” secco e deciso, anche inviando ai parlamentari eletti nella regione una lettera per illustrare la gravità del provvedimento ed affinché si facciano promotori e sostengano gli emendamenti al decreto Milleproroghe avanzati dalla Cna e tesi a risolvere la gravissima situazione, ma attualmente bloccati in commissione Affari costituzionali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore