Il Tirreno

Colpo di scena la Cevital annuncia: "Non riaccendiamo l'altoforno". C'è attesa per gli altri interventi

Cristiano Lozito
I lavori in corso al porto di Piombino
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I lavori in corso al porto di Piombino

Convegno al Phalesia sabato 28: presenti Rebrab, il viceministro De Vincenti e tutti i protagonisti

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PIOMBINO. Colpo di scena al convegno sull'acciaio. Farid Tidjani di Cevital ha annunciato che la società ha deciso di rinunciare alla riaccensione dell'altoforno "Ci vorrebbe troppo tempo, abbiamo deciso di smantellarlo".

Al convegno al Phalesia (“Acciaio, nuove sfide”) ci sono tutti i protagonisti della vicenda Lucchini e i maggiori esperti del settore: Issad Rebrab, Piero Nardi, Massimo Giuliani, Luciano Guerrieri, il professor Carlo Mapelli (docente al Politecnico di Milano e presidente dell’Associazione italiana di metallurgia, che insieme a Siderweb ha collaborato col Comune all’organizzazione del convegno), Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, Emanuele Morandi, presidente di Siderweb e il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.

Incerta ancora la partecipazione dei sindacati, che comunque intorno alle 12 incontreranno De Vincenti, allo scopo di chiedere il massimo impegno del governo per favorire in tempi rapidi una soluzione che porti alla firma del contratto – attesa per il 3 maggio – da parte di Rebrab. Unico modo per scongiurare lo stop ai contratti di solidarietà e la cassa integrazione.

La preoccupazione di Fim, Fiom e Uilm è stata espressa venerdì 27 da un comunicato, decisamente critico sul propagarsi di voci contrarie alla riattivazione dell’area a caldo, ultima in ordine di tempo quella di Spirito Libero.

«Riteniamo fondamentale che il 9 aprile al Mise – dicono i sindacati – la Cevital presenti in maniera dettagliata il proprio piano, e tutti i ministeri e le istituzioni coinvolte si adoperino per chiudere subito la vicenda».

Tutto ciò perché «è ormai chiaro che il piano industriale prevede la siderurgia con l’altoforno, l’agroindustriale e la logistica, settori legati tra di loro, senza possibilità di singole realizzazioni per escluderne altre. Riteniamo quindi che nell’interesse della città e del lavoro si debba trovare l’equilibrio sia nell’assegnazione degli spazi portuali, sia nell’accelerazione dei permessi, chiaramente rispettando ambiente e sicurezza».

Ecco quindi che nella visione sindacale, «con le enormi difficoltà legate alla fine degli ammortizzatori sociali, tutti sono chiamati a fare uno sforzo propositivo nell’interesse generale. Le prese di posizione per interessi propri o settoriali possono essere consapevolmente o inconsapevolmente dannose. Con gli investimenti e i controlli giusti il rispetto dell’ambiente non è in discussione, creare paure e allarmismi non è costruttivo».

Dei nuovi progetti Cevital ha parlato ieri anche il sindaco Massimo Giuliani in apertura di consiglio comunale, riferendo i risultati dell’incontro del 19 al Mise, e la volontà espressa da Rebrab «di procedere con l’area a caldo e con la costruzione di un nuovo forno elettrico e a Ischia di Crociano, e di una nuova cokeria che verrà realizzata in futuro vicino all’altoforno, nella stessa area dove sarà spostata l’acciaieria, consentendo la liberazione di spazi significativi per la diversificazione logistica sul porto e per l’agroalimentare, con un investimento da un miliardo e 200 milioni».

Giuliani ha ribadito infine che «la compatibilità ambientale è un requisito fondamentale rispetto al quale non è pensabile recedere. Il Comune sarà quindi impegnato sia per i controlli ambientali sia sul piano di una nuova programmazione urbanistica legata ai nuovi scenari che si potrebbero prospettare con la liberazione di alcune aree interne allo stabilimento».

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