Il Tirreno

Ecco l’impianto per il “biocarbone”

di Guido Fiorini

Sarà realizzato nell’area industriale prevista nella zona di Colmata-Gagno: trasformerà gli organici in combustibile

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PIOMBINO. Non solo una seconda discarica accanto all’attuale. È in arrivo, infatti, alle porte della città, un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti organici. Un impianto ad altissima tecnologia, al momento l’unico è in funzione a Valencia, in Spagna, che trasforma l’organico in biocarbone, senza emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Sarà realizzato nell’area Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata) che il Comune ha previsto nella zona di Colmata-Gagno, in base all’Accordo di programma per Piombino: «Nell’Accordo - ci ha detto il vice sindaco Stefano Ferrini - si parla dell’area di Colmata-Gagno, circa 30 ettari, per l’insediamento delle aziende che nei mesi scorsi hanno risposto alla “precall” di Invitalia, manifestando l’interesse a investire su Piombino. Sarà un’Area produttiva ecologicamente attrezzata. Contiamo, entro questi primi sei mesi del 2015, di avere il piano attuativo definitivo. Dovrà essere approvato in consiglio comunale, poi ci saranno i tempi tecnici per le osservazioni. Questo ci consentirà di accedere alle risorse per realizzare le infrastrutture necessarie che potranno anche esser fatte in più lotti, per agevolare le aziende che volessero investire in tempi brevi».

Proprio ieri, in un convegno a Lucca, al Polo tecnologico lucchese, organizzato da Ingelia Italia, hanno parlato dell’impianto Anna Maria Marrocco e Riccardo Ciuti, della società “La Contadina toscana”, con l’intervento dal titolo “Piombino si apre al biocarbone: l’impianto di carbonizzazione idrotermale nell’area Apea”.

La Contadina toscana è la società che si è aggiudicata la gestione dell’intera area Apea, in sostanza quella che, in convenzione con il Comune, seguirà il percorso di infrastrutturazione della zona e poi l’assegnazione dei singoli lotti. E fra le aziende che hanno richiesto uno spazio c’è quella che intende realizzare l’impianto per la trasformazione dei rifiuti.

«Si tratta di un percorso partito da alcuni mesi - spiega l’assessore Marco Chiarei - e del tutto trasparente. Ci sono manifestazioni di interesse di numerose aziende, fra cui questa del biocarbone che ha una tecnologia all’avanguardia e che utilizza la parte organica dei rifiuti».

Un impianto gemello a quello di Piombino sarà realizzato dalla società Gielle Srl a Salanetti (con Ingelia Italia e Smarty agency), un’area industriale fra Porcari e Lucca. Avrà la capacità di trattare 75mila tonnellate di rifiuti all’anno.

Il procedimento, altamente innovativo, consente, attraverso il recupero e il trattamento dell'umido organico e del verde, la produzione di biocarbone e la chiusura del ciclo dei rifiuti senza bisogno di compostaggio e quindi senza emissioni in atmosfera.

L’impianto di Valencia è considerato un fiore all'occhiello della sperimentazione, dell'innovazione tecnologica e della salvaguardia ambientale a livello europeo.

Di fatto i rifiuti trattati sono equiparabili alle biomasse. Il procedimento di produzione è garantito privo di odori e senza residui. Alla fine escono dall’impianto questi “pellet” di biocarbone da utilizzare in sostituzione dei “pellet” da legna e da immettere sul mercato come combustibile.

I tempi di realizzazione dell’impianto dovrebbero essere abbastanza brevi.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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