Attenzione
Le mani del Comune sulla Villa romana
L’amministrazione entra nella Fondazione proprietaria del sito archeologico delle Grotte. Marini: «È la scelta migliore»
PORTOFERRAIO. Non più un accordo per la cessione del bene in comodato d’uso gratuito.
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Bensì l’ingresso vero e proprio del Comune nella Fondazione Villa Romana delle Grotte. O, più precisamente, in una nuova Fondazione Villa Romana delle Grotte, nella quale la proprietà e l’ente pubblico daranno vita a un soggetto con statuto e consiglio d’amministrazione rinnovati. È questa la linea intrapresa dalla proprietà e dal Comune di Portoferraio per dare una nuova vita alla Villa romana, per anni rimasta avvolta dal degrado e rilanciata nel 2014 grazie all’attività della cooperativa Archeo Color, prima che la Fondazione decidesse di rompere, in modo unilaterale, il rapporto con la stessa cooperativa.
Giovedì 26 marzo l’adesione del Comune di Portoferraio alla Fondazione Villa Romana delle Grotte sarà presa in esame nel corso della riunione della commissione affari istituzionali (alle 17 in sala consiliare). Quindi la delibera che sancirà il passaggio sarà presentata nel consiglio comunale di lunedì prossimo. In quell’occasione saranno chiariti i dettagli di un’operazione complessa, risultato di una lunga trattativa tra il Comune di Portoferraio e la Fondazione. E frutto anche di una repentina inversione di marcia. Lo scorso dicembre, infatti, l’amministrazione comunale aveva annunciato la volontà di riaprire la villa, sulla base della cessione in comodato d’uso gratuito del sito archeologico.
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A tale proposito era stata redatta un bozza di accordo. Ma tale impostazione è stata superata da questa sorta di fusione tra l’ente pubblico e proprietà in questa fondazione rinnovata. Un’operazione in controtendenza rispetto a quanto stanno compiendo le amministrazioni pubbliche in questi anni, basti pensare il disimpegno generalizzato dalle società partecipate.
«Quello a cui abbiamo lavorato e che intendiamo portare a termine è ridare a un bene simbolo come la Villa romana un senso pubblico – ha anticipato l’assessore alla cultura, Roberto Marini – per questo aderiamo alla Fondazione. La Villa romana delle Grotte era l’anello mancante del nostro sistema museale. Contiamo di risolvere un pasticciaccio andato avanti per anni, andando oltre a delle soluzioni che comunque non hanno garantito la continuità nella fruizione e valorizzazione del bene».
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Sono molti i dettagli dell’operazione che dovranno essere chiariti a partire dal prossimo consiglio comunale. Proprietà e Comune daranno vita a una fondazione rinnovata esprimendo un nuovo consiglio di amministrazione composto da tre soggetti. Quindi dovrà essere scelta la modalità di gestione, con il Comune che potrebbe rivolgersi a un gestore esterno. Quel che emerge con chiarezza è che, entrando nella Fondazione, il Comune contribuirà alle spese per la manutenzione sia ordinaria che straordinaria del sito archeologico.
Altri nodi da sciogliere sono quelli legati alla copertura assicurativa e all’organizzazione di eventi collaterali (poco graditi dalla proprietà), motivi che hanno portato alla rottura anticipata del rapporto tra Fondazione ed Archeo Color. L’amministrazione comunale dovrà comunque marciare spedita per ottenere la riapertura in tempo per la stagione turistica. «Contiamo di farcela», taglia corto Roberto Marini.
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