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Inchiesta sul porto, rinviato a giudizio il sindaco Ciumei
Marciana Marina: a processo cinque degli otto imputati per abuso d'ufficio e turbativa d'asta. Prosciolti Citti, Gallo e Pasquale. Decade l'accusa di corruzione
MARCIANA MARINA. Il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei sarà processato per i reati di turbativa d’asta e abuso di ufficio, legati alla vicenda della gestione del porto turistico. A disporre il rinvio a giudizio, su richiesta del sostituto procuratore Luca Masini, è stato il giudice dell’udienza preliminare Antonio Pirato, al termine di una camera di consiglio che si è tenuta mercoledì 25 in tribunale a Livorno, durata più di tre ore.
Con il sindaco Ciumei andranno a processo anche il fratello Stefano, all’epoca dei fatti vice presidente del Circolo della Vela, Gianfranco Linari e Giulio Schenone (imprenditori dell’impresa Portofino srl che ottenne la gestione del porto in un Ati con Circolo della Vela e Società Eventi) e l’architetto Bruno Grasso. Il gup ha invece emesso sentenza di non luogo a procedere per gli avvocati Cristiano Pasquale e Luciano Gallo, che hanno seguito le procedure per il bando di gara e per l’affidamento della gestione del porto. Prosciolto anche Guido Citti, all’epoca dei fatti assessore alla portualità del Comune di Marciana Marina. Il Gup ha infine, dato non certo da sottovalutare, prosciolto gli imputati dall'accusa di corruzione in atti pubblici, il reato più pesante attribuito dal Pm ai protagonisti della vicenda.
Con il pronunciamento del Gup Pirato si chiude, dunque, una lunghissima fase preliminare del procedimento che ha investito il vertice dell’amministrazione comunale di Marciana Marina. Le indagini sono state condotte dalla Finanza, coordinata dal Pm Luca Masini. La chiusura delle indagini preliminari fu notificata agli imputati nell'ottobre 2013. Il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei, che si è sempre dichiarato fiducioso sull’operato della magistratura ed estraneo alle accuse, sceglie la strada dell’equilibrio per commentare a caldo il decreto di rinvio a giudizio emesso dal giudice: «Resto fiducioso – spiega – sono convinto di poter dimostrare il corretto operato del Comune nel corso delle prossime fasi del processo. Avremo modo di chiarire la nostra posizione».
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