Il Tirreno

«Ok i nuovi bus, ma gli orari sono sbagliati»

Nuovo autobus Tiemme
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Nuovo autobus Tiemme

Pierfederici (segretario provinciale Fit Cisl) plaude agli investimenti lamentando limiti alla mobilità

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PIOMBINO. I viaggiatori apprezzano i nuori attrezzatissimi bus Tiemme, ma i problemi restano. Soprattutto per gli orari non proprio “adatti” alla necessità, come ricorda il sindacato provinciale Fit Cisl. In città, ormai a pieno servizio, i cinque bus di ultima generazione appena acquistati da Tiemme (17 milioni per 84 mezzi a coprire Arezzo, Grosseto, Siena e la nostra area in cofinanziamento con la Regione). Inquinamento al minimo, monitor per info in diretta, pedane per disabili. Ma a poco servono per far crescere il numero di utenti se gli orari si confermano sbagliati.

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«Investimenti così, che hanno portato al cambio completo dei bus per Piombino e due nuovi mezzi extraurbani sono rari e preziosissimi – ricorda Dario Pierfederici, segretario provinciale Fit Cisl – Il problema però è che i nuovi mezzi da soli non possono servire a fare un buon servizio. Importante – prosegue Pierfederici – è pure il tavolo alla mobilità avviato dall’assessore Capuano, speriamo che il confronto porti risultati effettivi. Perché il servizio è vecchio di 50 anni, non in sinergia col treno o con le navi. Gli orari dei bus non vanno incontro alle esigenze del territorio: non possono intercettare le esigenze delle persone. Anche in città – aggiunge – spesso il servizio si doppia su un tragitto in pochi minuti, mentre altrove c’è poco e raramente. Necessarie scadenze spalmate sull’arco orario. Solo con bus presenti in modo capillare si può far venir voglia a qualche cittadino in più di lasciare l’auto parcheggiata a casa; non certo se il passaggio dei mezzi pubblici resta così rarefatto». Valore aggiunto che avrebbe il suo peso anche nell’extraurbano, soprattutto per la stazione di Campiglia (o per il porto di Piombino).

«Così – spiega Pierfederici – restiamo appunto un servizio vecchio di 50 anni e mutilato nel tempo per tutti i tagli fatti». Dunque problemi ce ne sono. «Anche le pedane per disabili – ricorda – che comunque rsono un passo avanti importante per riconoscere il diritto a viaggiare ai diversamente abili... va considerato che gli autisti non hanno fermate senza parcheggi e resta difficile trovare lo spazio per manovrare la pedala. Tra l’altro la sera, dopo le 19, è complesso persino riuscire ad entrare al capolinea di via Leonardo da Vinci per le tante auto parcheggiate in divieto di sosta. I bus devono essere inseriti in un programma generale d’interesse per una nuova mobilità se si vuole intercettare davvero un maggior numero di viaggiatori... dando così – conclude – pure più serenità ai lavoratori impegnati nel settore, che altrimenti rischiano di essere sottoposti alla scure di nuovi tagli».
 

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