Toscana
Ex Ipsia in abbandono. Ma Soffritti: lavori inutili, tanto lo venderemo
Nell’edificio oggetti arrugginiti, mobili distrutti, vetri e rifiuti. Un luogo pericoloso, vecchie impalcature reggono il soffitto
VENTURINA. Finestre in frantumi, mobili spaccati, materiali da lavoro distrutti, muffa e sporcizia ovunque. E’ la fotografia delle attuali condizioni in cui versa l’ex Ipsia di Venturina. Quello che fu lo storico istituto professionale di via Cerrini è chiuso dal 2005, anno in cui le classi del Meccanico termico furono trasferite a Piombino per la necessità di lavori e manutenzioni sulla struttura e della carenza di iscritti. E nel tempo diventato meta di vandali, abbandonata all’incuria e all’incedere del tempo.
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Le immagini parlano da sole: l’area esterna e i locali interni, laboratori e officine, si presentano visibilmente degradate. Grosse tubature arrugginite insieme a pezzi di lamiera e ad altri ferri vecchi giacciono nel piazzale tra sporco ed erbacce. Affacciandosi invece dentro all’edificio, dalle finestre con vetri rotti si intravede il caos più totale: polvere e calcinacci ricoprono attrezzature e strumenti. Senza parlare dell’accozzaglia di quel che resta di vecchi materiali, il tutto racchiuso da muri e pareti in evidente deterioramento. In quella che era l’officina meccanica ci sono anche delle grosse impalcature di sostegno.
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La zona è indubbiamente pericolosa: facile che soprattutto qualche ragazzino, spinto dalla curiosità, vi si addentri per giocare rischiando di ferirsi con i pezzi di vetro incrinati delle finestre o gli aggeggi arrugginiti e taglienti nel piazzale. La struttura è da anni esposta a ogni tipo di vandalismo e furto (negli anni passati furono rubati ad esempio dei cavi di rame), come testimoniato dalla desolante visita del complesso, a cui d’altronde è facile accedere indisturbati, sia dal vicino parcheggio che da una stradina laterale su via Cerrini.
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Come dichiarato all’epoca della chiusura e negli anni successivi, sull’edificio Comune e Provincia (allora proprietaria) avrebbero poi concordato dei progetti, magari affidando la struttura ad associazioni locali, attivando nuovi indirizzi scolastici o di formazione. Ma poi per la necessità di troppi lavori in realtà nulla è stato fatto, nemmeno quando è passata al Comune. «Non abbiamo fatto nessun intervento di risistemazione perché non ne vale la pena – spiega il sindaco Rossana Soffritti - è inutile ristrutturare una scuola che lì non ci sarà più. Ovviamente abbiamo interdetto l’accesso all’interno della struttura». Anche aver collocato l’asilo nell’edificio più piccolo, adiacente all’ex Ipsia, sottolinea il sindaco, è una cosa temporanea in vista di trasferirlo nel villaggio scolastico che l’amministrazione intende creare alle Altobelli.
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Che fine farà allora il complesso? «L’idea è quella di venderlo – risponde Soffritti – ma prima bisogna ridisegnare l’area con la prossima pianificazione. Potrebbe essere trasformata in residenziale o pubblica, vedremo col nuovo regolamento urbanistico (quello in vigore scade nel 2016, ndr) come riqualificarla». Ma intanto rimane il problema del libero accesso, chiunque può arrivare all’esterno dell’edificio: «Valuteremo - conclude Soffritti - la possibilità di incrementare le misure di sicurezza con un’ulteriore recinzione se sarà necessario».
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