Gioco
Altoforno, via al confronto al ministero dell’Ambiente
Si allungano i tempi per la firma da parte della Cevital del contratto definitivo Giuliani: «Fase delicata, servono unità e prudenza». Prc: subito il piano industriale
PIOMBINO. «In questo momento della vicenda Cevital serve la massima unità da parte di tutti. Siamo in una fase delicata, gli investimenti sul porto annunciati sabato e gli stessi progetti della Cevital dimostrano che a Piombino c’è un quadro di importanti opportunità. Per questo invito tutti alla massima prudenza anche nei giudizi».
Così il sindaco Massimo Giuliani prova a riportare un po’ di calma in un momento in cui, come è naturale, non mancano le fibrillazioni. Il sindacato in particolare ha la difficoltà di gestire una situazione diventata molto complicata: il repentino cambio di rotta di Cevital fa intendere che la data del 3 maggio per la firma definitiva è destinata a slittare un’altra volta, aprendo alla cassa integrazione per i dipendenti diretti ex Lucchini.
Il nuovo progetto, peraltro non ancora definito in un piano industriale, di sicuro ha bisogno delle autorizzazioni ambientali. E domani a Roma ci sarà un primo confronto in cui tecnici e funzionari del ministero dell’Ambiente spiegheranno ai rappresentanti della Cevital tutte le prescrizioni e i riferimenti di legge a cui attenersi nel progetto che poi dovrà essere esaminato per le concessioni. Ed è facile immaginarsi che non saranno tempi brevi per tutte queste verifiche.
Proprio questo dei ritardi è un dei motivi di preoccupazione per Rifondazione comunista, che da sempre chiede l’intervento dello Stato: «Perché adesso siamo nelle mani di questo volubile signore – dice una nota del direttivo – che sta rimandando giorno dopo giorno la presentazione di un piano industriale vero e dettagliato in cui si diano precise garanzie sulle modalità di riaccensione di un altoforno fermo da quasi un anno e garanzie di tutela dell'ambiente e di emissioni. Perché l’altoforno si riaccende, ma utilizzando le migliori tecnologie per una produzione di acciaio importante soprattutto dal punto di vista ambientale».
Il Prc è convinto che «alimentare un forno elettrico con la ghisa liquida può portare a un livello qualitativo notevole e ci consentirà di avere un’acciaieria d’avanguardia a livello mondiale. Però ad aprile finiscono i contratti di solidarietà e i lavoratori andranno in cassa integrazione. L’indotto rischia la mobilità o la Naspi (assicurazione sociale che scatterà dal primo maggio ndr), sempre che venga concessa per i cambiamenti della normativa sugli ammortizzatori sociali. Rebrab bisogna che presenti il piano industriale subito perché le persone mangiano tutti i giorni e non con i tempi che lui stabilisce».
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