Al porto 400 posti di lavoro
Presentati i progetti di Saipem e General Electric Nuovo Pignone
FIRENZE. Un anno e mezzo fa l’allora sindaco Gianni Anselmi salì sui tetti per protestare contro la chiusura dell’altoforno. Grillo strombazzava contro il potere rosso che avrebbe a suo dire ucciso Piombino. E poi la rabbia, le lacrime, il senso di asfissia di futuro nelle facce dei piombinesi. E da piazza Bovio il mare non era più mare.
Qualcosa nel frattempo è cambiato nella città dell’acciaio. Piombino gusta la sua riscossa, la rivincita, il nuovo mattino quasi incredula. E’ come se si stropicciasse gli occhi: ma è vero? E’ vero che Saipem e San Giorgio che a Genova stanno rottamando la Concordia, che il presidente della Regione Enrico Rossi avrebbe voluto destinare al porto piombinese, verranno a Piombino per crearvi un polo nazionale e europeo per la demolizione navale controllata?E’ vero, eccome se è vero, anche se, come in tutte le riscosse, c’è il tempo del sogno e quello della fatica, della concretezza. Se non si vuole che i sogni muoiano all’alba.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11095982:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/22/news/l-economia-del-mare-innesca-la-ripresa-1.11095982]]
Scommessa vinta. «La reindustrializzazione di Piombino è una scommessa vinta. Grazie agli investimenti di Regione e Governo, Piombino avrà una vera rinascita industriale, con tre importanti partner e nuove aziende che mostrano sempre più interesse per quell'area», ha assicurato il governatore Rossi nel corso della presentazione da parte di General Electric e del gruppo costituito da Saipem, fratelli Neri e San Giorgio di due nuovi progetti di sviluppo industriale a Piombino, progetti che si sommano all’acquisizione della ex Lucchini da parte di Cevital,già impegnata ad investire un miliardo di euro e dare occupazione a 1.860 lavoratori.
Mattina di sabato, primo giorno di primavera, piazza Duomo a Firenze, sede della Regione, sole un po’ annebbiato, ma aria dolce che soffia anche nelle stanze di palazzo Sacrati dove si presentano i progetti di Saipem, Neri, San Giorgio e General Electric per la rinascita di Piombino.
Oltre 400 occupati. Progetti per i quali sono previsti un investimento da circa 40-50 milioni di euro per General Electric (Ge in sigla) e 350 nuovi occupati e alcune decine di milioni da parte di Saipem-Fratelli Neri-San Giorgio del Porto, che ipotizzano dagli 80 fino ai 250 occupati (il primo numero si riferisce a navi medie, il secondo ai lavoratori impiegati nella demolizione della Concordia).
«Due anni fa Piombino era in lutto - ora è rinata grazie ad una buona politica industriale pubblica ed a 240 milioni di investimento di Regione e Governo, che hanno attratto oltre 1100 milioni di investimenti privati. A Piombino il pubblico non è stato inerte, ha lavorato seriamente per realizzare l'ammodernamento del Porto, per le bonifiche e per incentivi alle imprese. Tutto questo l'ha resa altamente attrattiva», ha ricordato Rossi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11095952:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/22/news/piombino-strategica-per-il-nuovo-pignone-1.11095952]]
Il progetto di General Electric. Ecco in dettaglio i due progetti. Massimo Messeri, presidente di Nuovo Pignone GE (vedi intervista a parte), ha spiegato che il suo gruppo intende realizzare un cantiere di assemblaggio moduli industriali per la produzione di energia e gas, cantiere che sarebbe complementare a quello di Avenza. Il mercato dei moduli industriali è un mercato in espansione. Sempre di più i clienti dell’industria del petrolio e del gas cercano soluzioni pronte all’uso. «Piombino sarebbe per noi una valida opportunità non solo quando il cantiere di Avenza dovesse essere saturo, ma anche per sviluppare tecnlogie sempre più avanzate», ha sottolineato Messeri.
La demolizione delle navi. Saipem, San Giorgio del Porto e Fratelli Neri di Livorno invece intendono costruire entro il 2016 il primo polo nazionale controllato per la demolizione delle navi. Paolo Carrera, vicepresident di Saipem, ha sottolineato il fatto che l’interesse per il porto di Piombino dipende anche dal fatto che è l'unico in Italia con una profondità di 20 metri alla banchina e che potrebbe quindi smaltire l’80 per cento delle navi.«Crediamo in questo progetto per il rilancio del Porto del Piombino e lo sviluppo del territorio . Si tratta di una nuova sfida», ha concluso Piero Neri, amministratore delegato di Neri Group.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
