Gioco
Tutti aspettano la Regione Gli slot restano un rebus
La prossima settimana è attesa la decisione sull’affidamento della Toremar Se Tdn passerà l’esame, Moby rivorrà indietro gli accosti ceduti due anni fa
PORTOFERRAIO. L’acquisizione di Toremar da parte di Moby Lines ha creato un gigante del canale che dagli elbani viene spesso chiamato Tore-Moby, senz’altro anche a seguito dell’unione della biglietteria di Portoferraio e del “Ponte sull’Elba”, lo spot che pubblicizza le cento corse al giorno fra l’isola e la terraferma. Ma se davvero Toscana di Navigazione subentrerà nella gestione dell’ex compagnia pubblica, nulla vieterà agli elbani di coniare un nuovo “nomignolo” frutto del nuovo e inedito asse Toremar - Blu Navy. Quest’ultima, con BN di Navigazione e la controllante Finsea, è entrata nella cordata capitanata da Franco Del Giudice con una quota del 25%. Una mossa che, secondo alcuni addetti ai lavoro, sarebbe stata compiuta anche per incidere su quei requisiti soggettivi di Toscana di Navigazione che, in queste ore, sono al vaglio dei tecnici della Regione.
Certo, si tratta di uno scenario comunque diverso da quello attuale: il presidente di BN di Navigazione – Francesco Ricci – al Tirreno ha annunciato che in caso di assegnazione di Toremar a Toscana di Navigazione l’ex flotta statale e Blu Navy «avranno governance separate» e «nessuna biglietteria in comune» oltre a una sommatoria di slot comunque inferiore a quella attualmente in mano alla famiglia Onorato. Ma un nomignolo “Tore-Navy” non sarebbe affatto fuori luogo se pensiamo ai punti in comune che potrebbero avere le due compagini: BN di Navigazione, che opera in media e alta stagione con il marchio Blu Navy, si ritroverebbe un quarto della Toremar targata Toscana di Navigazione, mentre gli stessi imprenditori elbani – a vario titolo soci della cordata e del 20% di BN attraverso la Elbasol – avrebbero qua e là piccole partecipazioni. Il tutto – ma nessuno ha voluto ipotizzare il contrario – rientrerebbe a pieno titolo all’interno delle norme consentite dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, come del resto in base all’ultimo pronunciamento dell’Antitrust le rispetta la famiglia Onorato.
Parliamo di possibili scenari che potrebbero verificarsi nel breve o nel lungo periodo. Tutto dipenderà, naturalmente, da ciò che deciderà la Regione in merito alla verifica dei requisiti soggettivi in possesso di Toscana di Navigazione. È questo lo scoglio che la cordata capitanata da Franco Del Giudice non ha ancora superato. E solo arrivati a quel punto potremo comprendere il futuro del trasporto marittimo dell’Arcipelago toscano. Ad oggi, da Firenze, non filtra alcunché. Le procedure si stanno svolgendo nel più totale riserbo e non è dato sapere quando avranno termine. Voci di corridoio indicano la prossima settimana come decisiva, ma conferme ufficiali non ve ne sono.
Nel frattempo l’Autorità portuale di Piombino, che ha approvato la programmazione dei collegamenti estivi, attende in trepidazione l’evolversi della situazione. «È qualcosa fuori dal nostro controllo – afferma il commissario straordinario Luciano Guerrieri – e non possiamo che aspettare la Regione». Su un possibile asse Toremar - Blu Navy l’ex sindaco di Piombino non si scompone. «Gli eventuali slot in concessione alle due compagnie – spiega Guerrieri – sarebbero comunque inferiori a quelle di Moby e dell’ex compagnia pubblica».
Ma se Toscana di Navigazione dovesse davvero acquisire Toremar si aprirebbe un’altra delicata questione: il destino degli slot che la Balena blu ha dovuto cedere in virtù di una concentrazione del mercato che di fatto non esisterebbe più. Accosti che sono stati poi vinti da Blu Navy e Corsica Ferries, con quest’ultima che in caso di revoca si ritroverebbe fuori dal canale e con la prima invece ampiamente ridimensionata. «Mi sembra plausibile che Moby rivoglia indietro quegli slot – conclude Guerrieri – e la valuteremo nel momento in cui quest’ipotesi diventerà realtà. Ma aspettiamo prima che le cose accadano».
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