Il Tirreno

Rincorsa e attaccata da una muta di cani, disavventura per una ragazza elbana

Due randagi (foto di archivio)
◗
Due randagi (foto di archivio)

Si è messa in salvo salendo su una struttura di legno. Animal Project: "Grave che la polizia municipale non sia intervenuta"

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. "Ancora una volta siamo costretti a constatare che di fronte alla richiesta di intervento da parte di un cittadino la polizia municipale di Portoferraio non è in grado di intervenire come di competenza". E' quanto affermano dall'associazione animalista Animal Project in merito alla disavventura capitata a una ragazza di Portoferraio che è stata attaccata da una muta di cani a San Giovanni. Aggredita, si è arrampicata su una struttura di legno, dove è rimasta a lungo. Ha quindi raccontato l'episodio alla polizia municipale e alla televisione locale Tele Elba. Sulla vicenda è intervenuta l'associazione Animal Project.

"L’episodio occorso alla povera Irene - spiegano da Animal Project - non è che l’ultimo di una lunga serie: dopo lo choc subito si reca personalmente agli uffici della polizia municipale per rappresentare la situazione di pericolo e l’unica risposta che ottiene dall’agente è che in proprietà privata non è possibile alcun tipo di intervento. E se il branco avesse preso di mira un bambino? E se la prossima volta aggredisse concretamente qualche malcapitato?".

ma ciò che fa arrabbiare di più l'associazioneè il fatto che i vigili urbani fossero, secondo quanto riportato dall'associazione, "già stati avvertiti da tempo da alcuni abitanti impauriti della presenza di questo branco di cani in zona Bucine e San Giovanni, che faceva razzia di tutto riuscendo persino ad entrare nelle case private. I cittadini ci hanno riferito che già allora la risposta della polizia municipale  è stata la seguente: spiacenti ma non possiamo far niente perché non abbiamo il servizio di accalappiamento".

Animal Project ricorda che il Comune è tenuto per legge alla cattura dei cani vaganti, alla verifica tramite lettura del microchip, se presente, dell’eventuale proprietario e ad assicurare il rispetto della normativa, avviando le procedure per l’invio dei cani vaganti presso i canili convenzionati o irrogando la sanzione amministrativa a carico di chi lascia gli animali liberi e incustoditi.  "Di fronte ad una situazione di pericolo per l’incolumità pubblica tale obbligo risulta ancor più stringente e non è accettabile alcun comportamento omissivo - spiegano dall'associazione -  Chi sarà responsabile in caso di ulteriori aggressioni? Siamo rammaricati dal fatto che ogni volta in cui si cerca di far rispettare le procedure previste dalla legge, non si hanno mai risultati positivi. Ringraziamo la povera Irene di aver portato alla luce il fatto e di aver denunciato l'accaduto ai Carabinieri, auspicando che si faccia prontamente luce sulla questione".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca