Il Tirreno

I sindacati vogliono stringere i tempi

Chiesti due incontri “urgenti” col viceministro De Vincenti e con Rebrab. «E va rispettata la scadenza di maggio»

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PIOMBINO. Per i sindacati ci sono due incontri che devono avere la precedenza su tutti gli altri: uno col viceministro Claudio De Vinceti e uno con i vertici di Cevital. E poi serve quel piano industriale che, gira gira, ancora non c’è.

Ieri, al termine del consiglio di fabbrica alla ex Lucchini, le Rsu e i segretari di Fim, Fiom e Uilm hanno diramato una nota in cui ribadiscono la richiesta «di un incontro urgente che a questo punto diventa prioritario col ministero dello Sviluppo economico per fare il punto della situazione in vista dell’incontro che si terrà al Mise il 9 aprile, a seguito dell’istituzione dei due tavoli tecnici. Tenendo conto che il 2 maggio scadrà il contratto di solidarietà in Lucchini e la cassa integrazione delle ditte, è necessario che si accelerino i tempi per poter garantire la copertura e la tenuta sociale di questo territorio».

Nella nota i sindacati chiedono poi «un incontro urgente ai vertici di Cevital per discutere del piano industriale in maniera dettagliata, per capire tempi e modi di realizzazione. E’ prioritario mantenere la continuità produttiva dello stabilimento per non perdere quote di mercato ed evitare possibili blocchi di produzione. Per noi rimane fondamentale la data del 3 maggio come data di acquisizione ufficiale del Gruppo Cevital dello stabilimento Lucchini e quindi per il passaggio dei lavoratori».

«Al di là delle troppe voci incontrollate - scrivono i sindacati, riferendosi forse alle cronache dei giornali - resta il fatto che in questo momento il sindacato e i lavoratori si trovano da soli ad affrontare i problemi di tutti i giorni. I lavoratori delle imprese faticano ad arrivare alla fine del mese, perché oramai siamo giunti al termine della copertura degli ammortizzatori sociali. Quindi l’incontro al Mise e quello con i vertici Cevital serviranno ad accelerare i tempi della ripresa di produzione di acciaio a Piombino».

Interviene anche la Cgil provinciale con il segretario Maurizio Strazzullo che parte dall’investimento di un miliardo e 200mila euro annunciato da Rebrab: «L’annuncio di un investimento così importante per la città non può che essere valutato positivamente da parte nostra, naturalmente il ministero e il Governo hanno intrapreso un percorso corretto promuovendo dei tavoli tecnici per valutare la sostenibilità finanziaria e ambientale della nuova strategia di Cevital e ci auguriamo che sia fatto ogni sforzo necessario affinché il territorio non perda un’occasione fondamentale per il rilancio dell'occupazione. Già martedì 24 è previsto il primo tavolo e il 9 aprile il Governo ha posto il limite per la presentazione da parte di Cevital di un piano industriale che chiarisca l’effettivo percorso dell’investimento. Ci auguriamo di avere finalmente un piano industriale che definisca gli elementi di criticità e la quantità e qualità della risposta alle aspettative occupazionali del territorio».

La Cgil chiede «chiarezza su alcuni punti fondamentali. Primo: il piano industriale dovrà garantire per l’altoforno i volumi di acciaio sufficienti per evitare perdite economiche della struttura, a cui abbiamo già assistito, e l’utilizzo di alcune aree per lo stoccaggio di coke e minerali non deve limitare la diversificazione dell’infrastruttura portuale prevista dall’Accordo di programma. Secondo, agroindustria e logistica: rimangono da chiarire le tempistiche previste per le bonifiche, tempi previsti per l’avvio delle attività, i livelli di occupazione e i profili professionali necessari».

«La sostenibilità ambientale del progetto deve essere concreta e condivisa con la città - chiarisce Strazzullo - ci auguriamo che il ministero dell’Ambiente e le istituzioni locali vigilino affinché ciò accada».

La questione centrale per la Cgil resta comunque quella occupazionale: «Al di là dei 5 mesi di cui parlano i consulenti di Cevital - conclude Strazzullo - per noi sarà fondamentale avere il cronoprogramma degli investimenti e dell’avvio dell’intera attività di produzione, acciaio, agroindustria, logistica, in quanto fondamentale per definire in tempi rapidi, con i ministeri interessati e le imprese, gli strumenti di accompagnamento, ammortizzatori sociali e formazione, per i lavoratori, della ex Lucchini e dell’indotto, che stanno esaurendo gli ammortizzatori. E inoltre rivendichiamo che Cevital, una volta insediatasi, valorizzi e non disperda il know how delle piccole e medie imprese presenti sul territorio».

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