La protesta
«Visita oculistica lampo, aspetto ancora spiegazioni»
PIOMBINO. Visita oculistica lampo. Tanto lampo da indurre il paziente a chiedere spiegazioni in prima battuta al Tribunale dei diritti del malato, poi, in forma scritta, a presentare reclamo all’Uffic...
PIOMBINO. Visita oculistica lampo. Tanto lampo da indurre il paziente a chiedere spiegazioni in prima battuta al Tribunale dei diritti del malato, poi, in forma scritta, a presentare reclamo all’Ufficio relazioni con il pubblico di Villamarina. Ma le spiegazioni non ci sono ancora state.
Enzo Tavanti, artigiano in pensione che esercita ancora una piccola attività, è una persona meticolosa. Arriva in redazione con una cartella piena di documenti. Prescrizioni, referti, istanze. Tutto per dimostrare il disagio subito il 26 novembre scorso quando si è presentato all’ambulatorio oculistico che gli era stato indicato al Cup al momento del pagamento del ticket (perchè ce ne sono due, su piani diversi): 32 euro che pensa d’aver gettato via.
Qualche giorno prima, all’ottico a cui si era rivolto per cambiare le lenti, aveva esternato piccoli fastidi. E il professionista gli aveva consigliato una visita specialistica e un controllo della vista. «Non ho fatto in tempo ad entrare nella stanza che sono uscito. Cinque, sei minuti al massimo, durante i quali mi è stato diagnosticato un problema alla cateratta all’occhio sinistro. Il medico mi ha informato che potevo scegliere se intraprendere il percorso operatorio immediato o eseguire un controllo tra un anno», spiega il paziente. Nel merito della visita, Tavanti parla di un controllo molto approssimativo.
«Non sono stati neanche riportati i valori di eventuali lenti da correzione. Le intercambiabili di prova non mi hanno permesso di accertare cosa vedevo dettagliatamente data la velocità con cui accadeva tutto e il ricorso a sole due lenti diverse», prosegue l’uomo, che qualcosa da ridire ce l’ha anche sul fatto che i sintomi oggettivi spiegati al medico sono stati ritenuti insufficienti per altri controlli.
Ma l’elemento trainante che ha indotto Tavanti a presentare il ricorso, è il fatto di doversi sentire responsabile di una scelta su cui non ha potuto acquisire elementi sufficienti. «Come faccio a sapere se è meglio farmi operare subito o farmi controllare tra un anno? Non ho avuto spiegazioni. So solo che c’era una gran fretta. Devo forse pagare altri 32 euro, magari per ricevere lo stesso trattamento»?, domanda l’uomo. Che di interrogativi ne ha anche altri: «Esistono protocolli che stabiliscono cosa prevede una visita oculistica base. A quanto pare a Villamarina non sono applicati. Neanche la pressione oculare hanno misurato. Ma che razza di visita è stata»?(v.p.)
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