Il Tirreno

«Un’operazione che rafforza Blu Navy»

di Stefano Taglione

Francesco Ricci, presidente di BN, spiega l’ingresso in Toscana di Navigazione: «Siamo da sempre interessati a Toremar»

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PORTOFERRAIO. «Non è un’operazione contro la famiglia Onorato, ma un’operazione a favore di Blu Navy. Eravamo interessati a alla compagnia Toremar già negli anni scorsi, ma non avevamo i requisiti per poter partecipare al bando. Ora crediamo di aver maturato una certa esperienza e la gestione di Blu Navy ne è la riprova».

Francesco Ricci, presidente del consiglio di amministrazione di BN di Navigazione, spiega così l’operazione che ha portato all’acquisizione del 25% di Toscana di Navigazione, la società che nel 2011 aveva partecipato alla gara pubblica per la privatizzazione di Toremar e che – dopo essere stata esclusa dalla commissione regionale e anche dal Tribunale amministrativo della Toscana – due mesi fa si è vista aggiudicare l’ex compagnia statale, previo possesso dei requisiti soggettivi in corso di verifica da parte della Regione, dall’ormai celebre sentenza choc del Consiglio di Stato, arrivata a più di tre anni dalla conclusione delle procedure.

BN di Navigazione – partecipata al 49% dal gruppo BCT (per metà in mano alla Finsea di Luigi Negri), all’11% dalla stessa Finsea, al 10% dall’Associazione albergatori Isola d’Elba, al 20% dalla Elbasol, riconducibile ad imprenditori elbani, e per il rimanente 10% da altri investitori – in verità avrebbe rilevato il 15% di Toscana di Navigazione, mentre un altro 10% sarebbe stato acquisito direttamente da Finsea. Quote che hanno attinto dal capitale dell’armatore Franco Del Giudice, titolare della sarda Delcomar, che comunque mantiene la maggioranza relativa della compagine (con circa un terzo delle quote) e il ruolo di amministratore delegato.

Presidente Ricci, ci spieghi meglio quest’operazione.

«L’operazione è targata BN di Navigazione perché è fatta proprio a favore di Blu Navy e non certo contro qualcuno. Abbiamo il massimo rispetto per Moby Lines».

Se davvero Toscana di Navigazione dovesse subentrare a Moby Lines nella gestione di Toremar, cosa cambierà per Blu Navy?

«Non cambierà nulla. Dal nostro punto di vista crediamo che le due società debbano avere due governance separate, quindi tanto per fare un esempio non vedremo mai biglietterie in comune. Fra l’altro si tratta di due compagnie profondamente diverse: Toremar è molto più grande di Blu Navy.

Il Consiglio di Stato, nella gara per la privatizzazione di Toremar, ha dato ragione a Toscana di Navigazione. Ora la Regione sta verificando i requisiti soggettivi in mano alla cordata di cui avete acquisito un quarto delle quote. Pensate che quest’esame possa essere superato?

«Noi siamo convinti che Toscana di Navigazione abbia i requisiti soggettivi richiesti dal bando. Certo, vista così la nostra operazione potrebbe sembrare un azzardo, ma noi pensiamo che i requisiti ci siano».

Blu Navy in futuro potrebbe navigare anche in inverno?

«È una richiesta che abbiamo già fatto all’Autorità portuale di Piombino, attraverso la concessione di un maggior numero di slot estivi. Quindi è una questione che non dipende da noi».

A proposito di slot. Nel caso in cui Toscana di Navigazione dovesse acquisire Toremar, Moby Lines sarebbe pronta a richiedere indietro quegli accosti che ha dovuto cedere in virtù della sentenza dell’Antitrust. Gli slot sono poi stati assegnati a Blu Navy e Corsica Ferries, che potrebbero perderli. Avete già ragionato di questa eventualità?

«Lasciamo prima che le cose accadano. Nel caso in cui si ponga questo problema se ne occuperanno i nostri legali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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